Il suo pseudonimo è Salam Pax. E' un ragazzo iracheno di ventinove anni.
E nel suo blog, un diario online, racconta la vita a Baghdad durante i
bombardamenti.
Domenica 16 marzo 2003, ore 1.37
Nessuno in Iraq è per la guerra (notare che
ho detto guerra, non cambiamento di
regime), nessuno sano di mente vi
chiederà di essere pestato a morte, a meno
che non siate membro di un fight club. E
se sentite qualche iracheno (in Iraq, non
espatriati) che dice "venite a bombardarci"
sono l'esasperazione e dieci anni di
sanzioni e difficoltà a parlare.
Non c'è nessuno dentro l'Iraq (e questo è
un dentro in grassetto, lampeggiante e
sottolineato) che si agiti chiedendo che
cadano le bombe. Non siamo aspiranti
suicidi, sapete, o in ogni caso non tutti noi.
Penso che la guerra in arrivo non sia
giustificata (ed è molto vicina, adesso,
sentiamo i tamburi di guerra forte e chiaro;
e se voi non li sentite, toglietevi quei tappi
per le orecchie!). Le scuse per scatenarla sono state così
stiracchiate che ormai non reggono più. Da
tempo si è deciso che a Baghdad è
necessario il "cambiamento di regime" e
così ci vogliono delle scuse per attuarlo
con la forza. Penso che la guerra si poteva
evitare, ma non svegliandosi solo negli
ultimi due mesi. La questione dell'Iraq
avrebbe dovuto essere affrontata
diversamente sin dalla fine della prima
guerra del Golfo.
La cosiddetta comunità internazionale
avrebbe dovuto assumersi le sue responsabilità un bei po' di tempo fa; avrebbe
dovuto riflettere su cosa significano
davvero le sanzioni che ha imposto;
avrebbe dovuto esaminare i
rapporti sulle armi e le violazioni dei diritti umani molto prima che gli fossero sbattuti in faccia come scuse per la
guerra cinque minuti prima della mezzanotte.
Dietro questa tirata c'è l'interrogativo che
mi assilla da giorni: com'è possibile che la
frase "sostenere la democrazia in Iraq"
abbia finito per significare "bombardare
con forza l'Iraq"? Come si è potuto
concludere che non ci sarà democrazia
senza passare attraverso la guerra? Per
tantissimo tempo nessuno si è preoccupato
di un Iraq non democratico, adesso hanno
deciso di bombardarci verso la democrazia.
Be', grazie, davvero premurosi!
La situazione in Iraq si sarebbe potuta risolvere
diversamente da quello che si vedrà nelle
prossime due settimane.
Non doveva essere così impossibile.
Guardate le parti settentrionali dell'Iraq, un
modello che ha funzionato abbastanza bene.
Perché nessuno si è curato di fare lo stesso al
sud? Proprio come Stati
Uniti, Gran Bretagna, Nazioni Unite hanno
creato un'area protetta al nord, perché non si
poteva tentare lo stesso modello al sud?
Avrebbero tagliato al re-gime braccia e gambe.
E una volta che la gente vede ciò di cui è stata
privata non è disposta a tornare in indietro. Chiedetelo agli iracheni nelle aree curde.
Invece il mondo è rimasto a guardare quando,
dopo la guerra, gli sciiti furono schiacciati
dall'esercito di Saddam come mai era successo
prima della guerra del
Golfo. Qualcun altro vede aleggiare le
parole "l'Iran non interessa agli Stati
Uniti" o sono io che ho le allucinazioni?
C'è poi la questione delle sanzioni.
Adesso che l'Iraq ha sperimentato un decennio
di queste sanzioni posso solo sperare che i loro
effetti siano abbastanza chiari perché nessuno
voglia provarle con altri paesi. Sanzioni che in
teoria avrebbero dovuto tenere sotto controllo
una situazione in Iraq potenzialmente pericolosa
hanno invece ridotto in ginocchio un'intera
nazione. E in ultima analisi chi ne ha
beneficiato? Ne la comunita internazionale ne il popolo
iracheno; chi deteneva il potere e il
controllo continua a stare al suo posto.
Le
sanzioni hanno reso gli iracheni ostaggi di
questo regime e serrato ancora di più un cappio
già stret-to intorno ai nostri colli. Un'intera na-
zione, fiera e istruita, è stata devastata non dalla
guerra ma dalle sanzioni. Le nostre menti più
brillanti e creative hanno abbandonato il paese
non per la repressione ma perché nessuno in
Iraq riusciva più a guadagnarsi da vivere, a sopravvivere. E qualcuno sa dirmi
cos'hanno fatto
davvero le sanzioni riguardo alle armi? Siate
realisti, ci saranno sempre paesi disposti ad
aiutare, ci saranno sempre società che trovano
allettanti i suoi soldi.
Petrolio in cambio di cibo? Sanzioni
intelligenti? Eccovi un indizio. Chi pensate che si
aggiudichi tutti quei contratti per rifornire la gente
di "cibo"? Chi pensate che stia ammucchiando
soldi in conti bancari all'estero? È la sua gente, la
sua famiglia, è chi fa il suo gioco. All'estero e in
Iraq, iracheni e no.
Sostenete la democrazia in Iraq. Ma non
identificatela con la guerra. Sostenete la
democrazia in Iraq non bombardandoci a morte e
poi cercando di ricostruire daccapo il paese (be',
questo accadrà comunque), ne inviando scudi umani (siate realisti, la guerra ci sarà e
Saddam
vi userà come ostaggi), ma tenendo d'occhio
quello che succederà dopo.
Per concludere, una parola su fondamentalisti
islamici, wahhabismo, al Qaeda e roba simile.
Sapete quando le donne velate dalla testa ai piedi
sono diventate una vista comune nelle città
irachene? Sapete quando la segregazione tra ra
gazzi e ragazze è diventata una questione
incandescente? Quando la legge tribale ha
sostituito la legge civile? Quando wahhabita è
entrato a far parte del vocabolario?
Solo dopo la guerra del Golfo. Penso che siano
stati Cheney o la Albright a dire che avrebbero
bombardato l'Iraq riportandolo all'età della pietra. Be', l'avete fatto. Gli iracheni non hanno mai
accettato l'estremismo religioso. E nemmeno oggi lo
accettano. I wahhabiti con il loro corto dishdasha
(l'abito tradizionale indossato dagli uomini del
Golfo) sono ancora considerati come pecore che si
sono allontanate dal gregge. Ma stanno
aumentando. La combinazione di povertà,
disoccupazione e bassa autostima e l'amarezza di
vedere gente che si è arricchita ed è salita al
potere senza nessun vero merito ma solo perché ha
il cognome o i contatti giusti, hanno scosso l'intero tessuto sociale. Situazioni che in
passato
sarebbero state inaccettabili oggi sono tollerate.
La chiamano al hamla al
imania, la campagna
religiosa. Naturalmente è stata sostenuta dal
governo, pompandola con parole come "poveri in
questa vita, ricchi nel paradiso"; hanno tenuto buona la gente. Il rovescio della medaglia è
essere pagati dalle organizzazioni wahhabite.
Andate a pregare e sarete pagati; non è uno
scherzo, sono mortalmente serio. Se il governo
non riesce a darvi un lavoro, correte alla moschea
più vicina e vi pagheranno e sosterranno. Prima
non era mai successo, è scandaloso. Ma cosa
dovrebbe fare la gente? Al
governo sono negati i fondi per pagare dei giusti
salari e quel poco che arriva finisce nelle tasche
del potere. Perciò smettete di chiedermi dei fondamentalisti, non ho mai saputo cosa sono e
mai avrei voluto vederli nelle mie strade.
Lunedì
17 marzo 2003, 8.48
Ieri sera code
impossibilmente lunghe alle pompe di benzina;
davanti a qualche distributore c'erano anche due
auto della polizia per assicurare che non ci
fossero "incidenti".
Il prezzo dell'acqua imbottigliata è triplicato.
Su Shabab Tv (Tv giovane) ci sono stati annunci
che l'Unione nazionale degli studenti iracheni
(Nuis) sta vendendo pompe e cisterne per
l'acqua, elmetti, piccoli generatori elettrici e,
quanto di più surreale, camere per la protezione
da attacchi chimico-biologici. Nella foto che
hanno mostrato somigliavano a una botte
ottagonale poggiata sul fianco, con due cuccette
e qualche strano apparecchio all'esterno. Niente
prezzi, solo un numero di telefono. Voci di
ritratti imbrattati di Saddam nei quartieri di Dorah e Thawra (forse sì forse no) e le città di
Rawa e Anna adesso sono così piene di
gente che non trovereste un buco da affittare.
Durante la prima guerra furono abbastanza sicure
e chi ha i soldi sta affittando qualche posto nella
speranza che saranno sicure anche questa volta.
Il cambio è sui 2.700 dinari per dollaro e i
prodotti più richiesti dopo le mascherine sono i
tappi per le orecchie, non si trovano nei negozi e
bisogna prenotarli.
Mercoledì 19 marzo 2003,
23.32
Oggi avrei voluto postare qualcosa prima,
ma c'è stato molto da fare e mio fratello mi ha
ricordato che dovevamo andare a fare il pieno e
questo ha significato due ore sprecate in coda.
La situazione non è brutta come due giorni fa
ma i distributori sono ancora affollati. Si dice che
apriranno i distributori "speciali" anche al
pubblico, ce ne sono quattro a Baghdad usati
solo da 'loro" o da chiunque abbia il giusto
identificativo.
Un paio di settimane fa i giornalisti erano
esasperati dal fatto che gli iracheni continuano a
vivere come se niente fosse e che non si fanno
prendere dal panico. Be', oggi è un quadro
molto diverso. In realtà è pauroso e inquietante.
Per cominciare, il cambio ha superato i 3.100
dinari per dollaro. Non ci sono più uffici
di cambio aperti. Se vai in giro a domandare ti
guardano come un pazzo. I negozi sono chiusi, e
non è semplicemente questione di porte chiuse a
chiave, ma di un continuo di pannelli metallici
saldati agli ingressi, finestre rimosse e tamponate
con muri di mattoni, porte sigillate.
C'erano camion carichi di ogni genere di roba
trasferita dai negozi a qualsiasi posto dove i
proprietari abbiano un rifugio sicuro. Guidare per
Mansur, Harthiya o Arrasat è piuttosto deprimente. Tuttavia io, Raed e G. siamo
usciti per il
nostro ultimo pranzo insieme. La radio trasmette
ininterrottamente canzoni di guerra degli anni
ottanta. Le conosciamo tutte a memoria. Guidare
per Baghdad cantando in coro canzoni che
dicono cose tipo "Saddam saremo con tè fino al
giorno in cui moriremo" è diventato
improvvisamente un po' troppo pesante. A suo
tempo nessuno ci faceva troppo caso ma oggi
quel verso suona in qualche modo sinistro.
Ancora non ci sono militari per le strade, ma
subito dopo l'ultimatum ci aspettiamo che la
situazione cambi. Si vedono solo alcune auto con
le mitragliatrici che girano di qua e di là.
Le farmacie sono molto utili per procurarsi le
scorte di cui c'è bisogno, ma hanno solo una
quantità limitata di medicine e materiale di
pronto soccorso. Così se non ti sei procurato in
anticipo quello che ti serve potresti essere costretto a pagare prezzi inflazionati. Da come si
sente nell'aria, oggi è in arrivo una tempesta di
sabbia, il che significa che ai confini sono già
coperti di sabbia. Tempo pazzo: ieri pioggia,
oggi sabbia.
Giovedì 20 marzo 2003, 0.21
E troppo tardi perfino per le cose da comprare
all'ultimo momento, sono aperti troppi pochi
negozi. Abbiamo fatto di nuovo un giro in auto
perle vie principali di Baghdad. Troppo
deprimente.
Non ho mai visto una Baghdad così.
Oggi gli uomini del partito Baath hanno
cominciato a prendere posto nelle trincee, nelle
piazze e ai principali incroci, armati di tutto
punto e sbarbati di fresco. Sembravano troppo
lindi e ben curati per poter difendere qualunque
cosa. E il dato più incredibile era il numero di
giovani. Difficilmente avevano più di vent'anni,
stavano seduti nelle trincee bevendo bibite
gassate Miranda e mangiando cioccolato (questo
era alla fine della nostra via), mentre in altri posti sedevano
annoiati al sole. Dappertutto ci sono sempre più
auto cariche di armi e kalashnikov.
L'ultimatum scade alle quattro di mattina di
Baghdad e il grande interrogativo è se
attaccheranno già in nottata. Si raccontano per la
centesima volta storie della prima guerra del
Golfo.
Adesso la frontiera siriana è chiusa agli iracheni.
Vengono rimandati indietro. E a chi vuole
andare a Deyala, in Iraq, viene detto di tornare a
Baghdad. È
circolata voce che Baghdad sarà "chiusa", nessuno
entra ne esce (controllate la cartina, andate da Baghdad
in direzione nordest finché non raggiungete Baqubah,
questo è il centro del governatorato di Deyala), la gente
viene respinta ai confini della capitale. C'è un posto
di controllo e non fanno passare. Ci sono voci che
molti hanno preso la via per Deyala per raggiungere la
frontiera con l'Iran. ' Forse sì, forse no.
Se ricordate, tempo fa vi ho detto che i è possibile
ricevere quattordici canali satellitari autorizzati dallo
stato, ritrasmessi e decodificati da ricevitori che bisogna acquistare da una società di stato.
Questo servizio è stato sospeso. Presto toccherà a
internet, ne sono certo.
Cose che sono passate oggi sulla tv
irachena:
un'intervista con il ministro dell'interno; ho abbassato
il volume, non volevo sentire niente; manifestazioni in città irachene; ieri sono stati scambiati '. gli ultimi
cinquecento prigionieri della guerra Iran-Iraq. Non riesco a credere che
facciano ancora di queste cose, cavolo, quella
guerra è finita nel 1989. Ogni famiglia irachena
può raccontarvi centinaia di storie strazianti su
quel che succede quando dai per morto tuo fratello, tuo padre o tuo figlio e questo
ricompare dopo dieci anni.
5.46 Sirene di raid aerei su
Baghdad, ma
gli unici suoni che si sentono sono i colpi delle
batterie antiaeree. Andiamo.
6.40 Non succede ancora niente a
Baghdad.
Possiamo solo sentire esplosioni lontane e
ancora non c'è nessuna sirena di cessato allarme.
Alla Bbc qualcuno ha detto che la radio di stato è
stata piratata da trasmissioni americane, ma non
è vero, le tre emittenti di stato sono ancora in
funzione.
13.23 Questo era davvero imprevisto: quando
hanno cominciato a suonare le sirene abbiamo
pensato: "Ecco, tra un po' le bombe cadono su di
noi". Ma non è successo niente, almeno nella
parte della città dove mi trovo io. Per un po' si è sentita la contraerea, dopodiché anche
questa
ha smesso ed è quindi arrivata la sirena del cessato allarme. Stamattina sono andato
con mio padre a fare un giro per i Baghdad e
non c'era niente di diverso da ieri. Abbiamo
ancora l'elettricità, i telefoni funzionano e
riceviamo chiamate dall'estero, quindi le linee internazionali sono ancora in
funzione. Anche l'acqua continua ad arrivare. La
radio in fm di lingua inglese è stata
sostituita dalle trasmissioni in arabo
della radio di stato sulla stessa lunghezza d'onda.
Lo dico solo perché la scorsa notte, proprio
mentre la Bbc trasmetteva da Baghdad i (sì,
abbiamo piazzato di nuovo la parabola), la
fascia della teleborsa (o quale sia il nome della striscia
rossa in basso) ha detto che la radio di stato
irachena era stata sostituita da trasmissioni americane. Stamattina abbiamo visto il
discorso di Saddam. È ispirato in questo genere
di cose!
22.33 Sono appena suonate le sirene del
cessato allarme.
I bombardamenti dovrebbero
andare e venire a ondate, niente di
troppo pesante e ancora non
paragonabile a quello che
succedeva nel 1991. Tutte le
stazioni radiotelevisive sono
ancora in funzione e quando è
cominciato il raid aereo Iraq Tv
trasmetteva canzoni patriottiche e
non si è nemmeno preoccupata di
informare gli spettatori che siamo
sotto attacco. Ora stanno
ritrasmettendo l'intervista di ieri con
il ministro dell'interno. Il rumore dell'artiglieria antiaerea è ancora
più forte dei rimbombi e degli scoppi, il che significa che sono ancora lontani da dove vivo. Ma le
immagini che abbiamo visto sul
canale al Arabia mostravano un
edificio che bru-iava vicino alla
casa di una delle mie zie. Aprire
l'Hotel Pax è stata una buona idea,
abbiamo due stanze sicure, una
sintonizzata sui "media
internazionali", l'altra su Iraq Tv.
Siamo tutti in attesa attesa attesa. I
telefoni funzionano ancora, poco fa abbiamo
chiamato in giro per la città per sentire gli amici.
La tv irachena non dice niente, non mostra
niente. Verso le sei e mezzo mio zio è uscito a
comprare il pane, ha detto che tutte le vie che
danno sulle arterie principali sono controllate da
uomini del Baath.
Venerdì 21 marzo
2003,15.13
La notizia più inquietante è arrivata oggi da al
Jazeera, ha detto che nove bombardieri B52
hanno lasciato un aeroporto in Gran Bretagna e
sono in volo
"presumibilmente" verso l'Iraq, come se facessero
un giretto dell'isolato. In ogni caso ci vogliono sei
ore per arrivare qui.
La notte scorsa è stata molto tranquilla a
Baghdad. Stamattina sono andato a comprare il
pane e altro cibo. Nessun uomo del Baath ci ha
impedito di lasciare l'area dove viviamo, a
quanto pare questo succede dopo le preghiere
della sera. Ma sono ancora dappertutto. Le strade
sono vuote, solo i forni sono aperti e alcuni negozi di alimentari che fanno pagare
quattro volte
i prezzi normali. Gli alimentari, la carne e i
latticini sono un'altra storia.
In ogni modo abbiamo comprato delle patate
fresche e delle zucchine a mille dinari al chilo
quando normalmente costerebbero 250. E
addirittura il camion della spazzatura passava a
raccogliere i rifiuti.
Iraqi Satellite Channel non trasmette più. Anche
il secondo canale (la mattina manda in onda soap
egiziane e il pomeriggio sport) ha smesso di
trasmettere.
Questo lascia sul campo due reti : Iraq Tv e
Shabab Tv. Sono ancora piene di canzoni
patriottiche e "notizie" inutili. Abbiamo anche
visto l'ultimo show di al Sahaf (il ministro dell'informazione) su al Jazeera
e Iraq Tv, e il più angosciante ministro
dell'interno con le sue armi.
Mostri. Scagliare insulti contro il mondo
è l'unica cosa che gli resta da fare. Sulla
Bbc osserviamo gli iracheni che si arrendono.
Mio cugino borbottava tra sé e sé
"che vergogna". Sì, è meglio per loro fare così,
ma vederli con quella bandiera bianca fa ancora
scricchiolare qualcosa nel tuo intimo.
Sediamo davanti alla televisione con la cartina
dell'Iraq sulle ginocchia cercando di capire che
succede a sud.
18.05 Per favore smettete di mandare email
chiedendo se sono vero. Non ci credete? Allora
non leggete. Non sono lo strumento di
propaganda di nessuno, tranne che di me stesso.
Ancora due ore prima che i B52 arrivino
sull'Iraq.
Negli ultimi due giorni non abbiamo
avuto accesso a internet. Ho pensato che
fosse arrivato il blocco e ho cominciato
quello che un amico ha chiamato un
"pblog". Ciò che leggerete sono i mancati
appunti del 22 e 23 marzo.
Sabato 22 marzo
2003,16.30
Mezz'ora fa sono state incendiate le
trincee riempite di petrolio. All'inizio su al
Jazeera hanno detto che erano i posti colpiti
dalle bombe di un raid aereo di alcuni minuti
prima, ma quando sono salito sul tetto a dare un'occhiata ho visto che ce n'erano troppi,
mentre avevamo sentito solo tre esplosioni. Ho
scattato delle foto del posto più vicino. È venuto mio cugino e mi ha detto di
aver visto le
auto della polizia accanto a una delle
trincee mentre gli davano fuoco. Adesso si
possono vedere le colonne di fumo sulla città.
Oggi è il terzo giorno di guerra, abbiamo avuto
parecchi attacchi diurni. Alcuni senza le sirene di
allarme aereo. Forse hanno solo rinunciato a
essere tempestivi nel suonare le sirene. Ieri notte,
dopo ondate su ondate di attacchi, non facevano a
tempo a suonare il cessato allarme che mezz'ora
dopo dovevano far scattare un altro allarme aereo.
Oggi mio padre e mio fratello sono usciti a vedere
che succede in città, dicono che i colpi sembrano
essere stati molto precisi ma quando i missili e le
bombe esplodono seminano il caos nel quartiere
dove cadono. Le case vicine al palazzo di al
Salam (dove il ministro Sahaf portava i
giornalisti) hanno tutte le finestre rotte, le porte
divelte e in un caso è crolato un tetto. Immagino
che siano ciò che chiamano "danni collaterali". Il
che li rende ok?
Domenica 23 marzo 2003, 20.30
Cominciamo a contare le ore dal momento
in cui uno dei canali riferisce che i B52 hanno
lasciato il loro aeroporto. Ci vogliono circa sei
ore per arrivare sull'Iraq.
Oggi prima di mezzogiorno sono uscito con mio
cugino per dare un'occhiata alla città. Due cose:
primo, gli attacchi
sono precisi; secondo, stanno colpendo bersagli
che sono fin troppo vicini ad aree civili di
Baghdad. Ho visto il palazzo di al Salam e le
case intorno. Nelle vicinanze c'è un quadro
piuttosto spaventoso e si possono vedere finestre
con i vetri rotti anche a grande distanza. In un
altro quartiere ho visto un "bersaglio" inaspettato,
una specie di club degli ufficiali proprio al
centro del quartiere X.
Penso che non sia stato colpito gravemente
perché stava ancora in piedi ma le case intorno, e
qui si parla di porta accanto e dall'altro lato della
strada, erano danneggiate. Una è in macerie, nelle altre stanno rimuovendo vetri e
calcinacci. Un
camioncino della spazzatura aiuta nelle
operazioni di pulizia.
Le strade sono piuttosto affollate.
Tante automobili ma non molti negozi aperti. Il
mercato vicino casa nostra è il quasi vuoto. Il
proprietario del negozio dice che tutti i mercati all'ingrosso di Shorjah sono chiusi ma i
prezzi di frutta e verdura sono tornati
normali e i prodotti sono disponibili.
La donna che vende la verdura parlava con
un'altra dell'avvicinarsi dei soldati americani alla
città di Najafe di quello che sta succedendo a
Umm Qasr e
Bassora. Se è così difficile controllare
Umm Qasr, cosa succederà quando arriveranno a
Baghdad? La situazione si farà più brutta e questo
è molto preoccupante. La gente (e scommetto
anche le "forze alleate") si aspettava che le cose fossero molto più semplici. Non ci sono le
folle
che accolgono esultanti gli americani, ne si stanno
arrendendo a migliala. La gente fa quello che
facciamo tutti noi, siede in casa sperando che una
bomba non le cada in testa e tiene le porte chiuse.
Abbiamo ancora l'elettricità; alcune aree di
Baghdad no, dopo l'attacco di ieri sera. L'acqua
corrente e i telefoni funzionano. Ieri sono stati
lanciati su Baghdad molti volantini, mentre
andavo in giro sono stato fortunato, ne ho presi
due.
Abbiamo avuto un altro attacco email, questa volta
sono stato di nuovo fortunato e ne ho delle copie,
il mittente
è qualcosa che si chiama
blablabla@hot-pop.com. Non ho ancora
controllato. Tre messaggi sono per il
personale dell'esercito e due per il
grande pubblico, ci danno le frequenze
radio che dovremmo ascoltare. La
chiamano "Information Radio". (nm)
[*Da dear_raed.blogspot.com - Traduzione a cura di
Internazionale]
Torna
in archivio | Torna
al blog | Scrivimi