ROMA - Ciccio Ingrassia era nato a Palermo nel 1923, un anno
dopo il concittadino Franco Franchi, col quale per una vita fece coppia fissa in
palcoscenico, in tv e sullo schermo, dove girarono 150 film, uno piu' uno meno,
tutti da ridere e quasi tutti di cassetta. Dei due era 'il serio', mentre
Franchi era il buffo ad ogni costo. La sua figura lunga e allampanata faceva da
contrappunto naturale alle smorfie clownesche del compagno. Se Franco era lo
zotico ed il cretino, Ciccio era il saggio con qualche ombra di nobilta'
nonostante la sua sprovvedutezza. E fu poi quell'aria vagamente imbronciata che
gli conquisto' l'attenzione anche di grandi registi come Fellini (per
'Amarcord') e dei fratelli Taviani (per 'Kaos').
La coppia
Franchi-Ingrassia era nata nel 1948, quando - dopo varie esperienze giovanili -
si incontrarono su un palcoscenico di avanspettacolo. La gavetta che avevano
fatto separatamente, la continuarono insieme, salendo via via nella gerarchia
delle locandine, fino a quando, nel 1960, esordirono nel film di Mario Mattoli
''Appuntamento ad Ischia''. Fu allora che della formidabile coppia si innamoro'
Domenico Modugno, che li fece scritturare nella commedia musicale ''Rinaldo in
campo'' di Garinei e Giovannini. Quello fu il vero trampolino di lancio: i
produttori cominciarono a contenderseli e loro presero a girare un film dopo
l'altro, anche al ritmo di otto-dieci l'anno. Sfruttando il filone delle parodie
di titoli hollywoodiani, di volta in volta Franchi e Ingrassia furono agenti
segreti, sanculotti, gringos, mafiosi, con sconfinamenti nello spazio e nella
mitologia. Il grosso pubblico li amava, i critici snobbavano film che si
intitolavano ''I due vigili'', ''I brutti di notte'', ''I due figli di Ringo'',
''I due pompieri'', ''I due deputati'', ''I nipoti di Zorro''. Di parodia in
parodia girarono anche ''Ultimo tango a Zagarolo'' e ''I 2 maggiolini piu' pazzi
del mondo'', ''Indovina chi viene a merenda?'', ''Il bello il brutto e il
cretino''.
Non mancarono occasioni di prestigio: dai ''Due marines e un
generale'' con Buster Keaton, a ''Capriccio all'italiana' , dove Pierpaolo
Pasolini li volle accanto a Toto', nel 1968. Nel 1971 furono il Gatto e la Volpe
nel ''Pinocchio'' televisivo di Luigi Comencini con Nino Manfredi e Gina
Lollobrigida. La televisione intanto moltiplicava la loro popolarita' grazie
agli sketch creati per ''Partitissima'', ''Cantatutto numero uno'', varie
edizioni di ''Canzonissima'', ''Il gamberetto'' e poi ancora ''Ieri e oggi'',
''Che combinazione'', ''Drim''. La lista delle loro partecipazioni a programmi
televisivi e' lunga almeno quanto quella dei loro film. Alla televisione e'
legata anche la riconciliazione, dopo una delle tante liti, che con un certo
clamore, avvenne in diretta, auspice Pippo Baudo in una puntata di ''Domenica
In''. Ma solo nel 1984, i critici cominciarono a guardarli con altri occhi,
grazie ai Taviani che affidarono a Ciccio Ingrassia il personaggio di Zi' Dima
(protagonista della novella pirandelliana ''La Giara'') in ''Kaos''; grazie a
Fellini, che lo immortalo' in ''Amarcord'' nel personaggio del matto che grida
dalla cima di un albero ''Voglio una donna''; e grazie a certe trasmissioni tv
di nicchia, come ''Blob'' e ''Cinico tv'', che avviarono una ''riabilitazione
artistica'' simile a quella che ha fatto trionfare la memoria di Toto'. E allora
anche il giovane cinema italiano lo riscopri': da Luchetti ('Domani accadra',
1988) a Felice Farina ('Condominio', 1991) a Leone Pompucci ('Camerieri', 1995).
Nel 1986 Ingrassia recita da solo accanto a un gran vecchio delle nostre scene,
Gianni Santuccio, e i due ottengono un notevole successo di pubblico e critica
in un testo serio, ''Classe di Ferro'' di Aldo Nicolaj, dedicato a malinconie,
illusioni e sogni della terza eta'.
Quanto al primo amore artistico
Franchi e Ingrassia tentarono di rianimarlo col programma di Raitre (1992)
''Avanspettacolo''. Ma l'esperienza ando' cosi cosi', tanto piu' che in quel
periodo Franchi si trovo' fra gli indagati di un processo di mafia, e ne soffri'
tanto da ammalarsi durante le riprese: una malattia che precedette di pochi mesi
la sua morte il 9 dicembre 1992. In quell'occasione, Ciccio Ingrassia disse
parole affettuose, che inevitabilmente parlavano anche di se stesso: ''E' andato
via un fratello - disse - il compagno di una vita professionale movimentata,
vissuta insieme nel bene e nel male. Insieme abbiamo sofferto la fame, litigato
su come porgere una battuta, sulle proposte da accettare e quelle da rifiutare.
Alla fine le accettavamo tutte, per paura di rimanere senza lavoro. I nostri
figli sono cresciuti assieme''. Suo figlio, Giampiero Ingrassia, fa anche lui
con successo l'attore. Ciccio ricordo' allora anche gli screzi con Franchi:
''Sembravamo Liz Taylor e Richard Burton: ci siamo separati piu' volte, pur
sapendo che sul palco non potevamo fare a meno l'uno dell'altro. Qualcuno ci
faceva reincontrare e tornavamo a lavorare assieme''.
(28/04/2003 19:30)
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