PerPietro - detto & ridetto





detto & ridetto

archivio - marzo 2003

Logo di BlogOltre Sabato, marzo 29, 2003

Non chiamatemi dottore
Quando quasi otto anni fa fui assunto nella ditta dove lavoro tutt'ora, nascosi nel colloquio di essere un laureato. Capivo che quel fatto poteva costituire solo un impiccio alla mia urgente necessità di trovare lavoro. E in effetti il tipo di lavoro per cui ero stato assunto non richiedeva certo una laurea, tutt'altro.

Da allora sono successe tante cose. Tra queste il mio "forzato" ingresso come socio di minoranza e per questioni prettamente fiscali più che di merito. E tante tante volte mi sono chiesto perché ho accettato delle responsabilità all'interno di un'azienda in cui il mio titolo di studio (laurea in scienze geologiche) era così palesemente inutile. E risposte ce ne sono a bizzeffe. Tutte mezze-vere. Manca però la risposta vera. Quella non riesco a darmela. O non voglio darmela. Che servirebbe? Guardarsi allo specchio non sempre è utile, meglio romperlo. 

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Logo di BlogOltre Lunedì, marzo 24, 2003

Il mio primo amore
E' la prima volta che racconto di questo mio vecchio amore. Ho deciso di osare... Chissà lei potrebbe leggere questa pagina.
Quando un sentimento nasce nel cuore di un adolescente non è macchiato da interesse o malizia. Esso è puro e cristallino come l'acqua fresca di un ruscello di montagna. Ed io ho molto amato Anna. Tra me e lei solo qualche bacio rubato, di nascosto da tutti, e qualche carezza, i nostri corpi nudi che si toccavano. Nulla di più. E in quei baci e in quei ricordi il mio cuore si scalda nei momenti di solitudine e di abbattimento. Ci vedevamo di rado ,lei non è siciliana, nel periodo estivo. Bagni, giochi, carezze, passeggiate, progetti. Liti furibonde. Il nostro amore celato a tutti, il giuramento  solenne di non dirlo mai a nessuno, per nessun motivo. Poi, la vita ci ha portato ognuno per la nostra strada.
Adesso Anna è sposata, ha dei figli. Io pure. Lei ama il marito, io mia moglie. 
Eppure quel sentimento non è sfiorito. Anzi.
Grazie Anna, mi hai fatto conoscere il "vero" amore. 
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Logo di BlogOltre Giovedì, marzo 20, 2003

Il gioco della guerra
Questa mattina, casa mia.
- Pupa dai svegliati devi andare a scuola...
- ...
- Pupa, lo sai, è scoppiata la guerra
- La guerra?... Quella che giochiamo io tu e le mamma contro i nemici?
- No, pupa quella vera.
- Ah... posso dormire allora altri cinque minuti.
- Si pupa, solo altri cinque minuti però.

Questa sera, casa mia.
- Papà perché bruciano quei palazzi?
- E' la guerra. Quella vera.
- Ci sono delle persone dentro quei palazzi papà?
- Vedrai che saranno scappati...
- Papà posso mettere la cassetta di Shrek?
- Si pupa. E' meglio.

Mia figlia ha quattro anni. E non riesco a trovare un modo sereno per spiegarle cosa sia questa guerra all'Irak. E la faccia di dirle che è una lotta contro un lupo cattivo. Buonanotte.
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La festa del papà, aspettando Godot
Oggi festa del papà. Aspettando Godot, mentre mia moglie è a lavorare, ho voglia di stare con la mia pupa e di giocare con po' con lei. Solo questo. Niente di più.
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Quando scrivo, mi fa bene.
Quando scrivo mi sento meglio, ed è meglio che io scriva. Quando leggo mi sento meglio ed è meglio che io legga. Io pacifista, obiettore, di sinistra e chi più ne ha più ne metta ho bisogno di confrontarmi innanzi tutto con me stesso e poi con chi mi legge e poi con chi leggo. In questo modo metto ordine nei mie pensieri e nascono pensieri senza ordine. Altrimenti sarei a quest'ora (22:35) come sempre rincoglionito da una giornata cogliona. Impigrito. Sarei arido come certe terre della mia amata Sicilia. Cazzo! Questi annunci di guerra, questo aspettare Godot mi fa aumentare l'ansia a livelli iperbolici da camera iperbarica. Quindi ancora una volta devo sfogarmi e chiudere il mio ragionamento con un FOTTITI BUSH! E più positivamente il mio plauso incondizionato va a Papa Giovanni Paolo II. Dio ti benedica e ti ascolti!
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Vaffanculo, Bush!
Questa sera ho fatto il bagno a mia figlia. Lei giocava nell'acqua schiumosa con i suoi giochi, i suoi animali acquatici le posate di plastica, i calici finti. Giocava e rideva, si immergeva nella schiuma e ne usciva in una eruzione di gioia e felicità. Urlava "Papà, papaaaaà guarda come so nuotare bene!", "Papaaaà ti posso dare un bicchiere di schiuma?". In bagno, nel frattempo la radio, il gr1 delle 19.00, proponeva le ultime notizia sul fronte della guerra all'Iraq. Dell'imminente ultimatum di Bush. Quella notizia mi ha rovinato un momento di spensieratezza e di gioia con mia figlia. E per questo, e per il momento solo per questo, urlo a squarciagola  fottiti Bush
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Vaffanculo
La mia educazione cattolica, che pure non mi ha mai impedito di desiderare la donna d'altri o di guardare (tanti anni fa si intende...) i filmini porno, mi ha invece impedito di bestemmiare o di usare frequentemente linguaggi o termini "boccacceschi". E' proprio un blocco totale non riesco a parlare in modo volgare mi sento impacciato, ridicolo e stupido. Non riesco a dire parolacce nemmeno quando sono veramente arrabbiato. Quindi quando litigo con qualcuno sembra che io stia scherzando... Insomma se fossi gay la prenderei sempre in quel posto non c'è dubbio, proprio perché non riuscirei a indicare con gli appropriati termini le "azioni" che vorrei fare. Con le donne mi salvo perché... conosco mia moglie dalla notte dei tempi dunque ci capiamo anche a monosillabi. Perché a litigare io non sono proprio adatto. Ho un'arma segreta però, colpisco l'avversario con un'analisi introspettiva delle sue debolezze  disarmando le sue ipocrisie. In futuro magari qualche volta farò esempi concreti. Adesso basta così.
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Io sacerdote?
A tredici anni stavo per entrare in seminario. Le suore salesiane da cui andavo a catechismo per la cresima mi proposero di andare per un mese nel Centro Vocazionale di Catania per trascorrere un mese nel rifugio Don Bosco sulle pendici dell'Etna.
Io accettai, estorcendo il consenso di mia madre, mio padre allora era sempre sulle superpetroliere quindi non fu necessario convincere anche lui, ed infervorato partii.
Per me fu un'esperienza inebriante. Nella magnifica cornice della lava etnea, mi alzavo partecipavo alla messa e leggevo il vangelo, nelle riunioni di gruppo ero tra i più attivi e ferventi, volevo sapere e meditare su quello che mi veniva detto, mi interessava poco giocare a pallone insieme agli altri ragazzi.
Dopo pranzo mi appartavo con la copia del vangelo che il sacerdote che ci seguiva ci aveva consegnato autografata, che conservo ancora.
In me ardeva il sacro fuoco della missione. Ama il prossimo tuo come te stesso, Il discorso delle beatitudini, Il padre nostro, La solennità dell'ultima cena. Alla fine avevo deciso, il vangelo era così rivoluzionario che era la vita che io volevo scegliere, lo scopo della mia esistenza non poteva che essere quello di diffondere quella buona novella.
Solo che mia madre non fu dello stesso parere. Così mi salvai.
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I nodi che vengono al pettine
Gira voce che nella vita tutti i nodi vengono al pettine. E il mio pettine sembra non sapersi più districare tra gli innumerevoli nodi che va incontrando lungo il suo attuale cammino.
Non voglio fare del vittimismo  di maniera, io sono stato, resto e mi sento un privilegiato  rispetto a chi sta molto ma molto peggio di me. 
Qualcosa ho dato e molto ho ricevuto. Qualcos'altro mi aspettavo e non è arrivato.
Una certa insoddisfazione  di  fondo  fa parte del mio modo di essere e non posso nasconderla se voglio essere onesto prima di tutto con me stesso.
Una via d'uscita non la vedo se non nella quotidiana volontà di non farmi schiacciare dal peso del dovere.
PerPietro è stato da me creato e voluto anche per questo: urlare ai quattro venti che IO PIETRO ESISTO e ne dovete tener conto (grazie Marco e sai perché).
Dite che il vento disperderà il mio grido? O l'eco potrà arrivare da qualche parte? 
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Credo nell'amicizia ma non negli amici
Sarà per il carattere, sarà per quel che sarà ma io pur credendo nei valori dell'amicizia diffido degli amici.
Saranno state le transumananze, in giro per la Sicilia prima e per l'Italia dopo, fatto sta che di amici veri ne ho veramente pochi.
E non c'è dubbio che i peggiori tradimenti li ho avuti proprio da coloro che si professavano e che credevo miei amici.
Adesso, da quando sto a Modena, rinchiuso nel bozzolo familiare, navigo a vista in una realtà fatta di molte conoscenze, pochi incontri, vari personaggi.
La parola "amico" è troppo impegnativa . Come la parola "amore". 
E la rete dei blog non fa certo eccezione. Incontri, virtualmente tanta, tantissima gente ma pochi amici "veri". Qualcuno cioè disposto ad ascoltarti, magari criticarti, e quando necessario ad aiutarti in uno scambio reciproco alla pari e senza il bilancino del dare-avere che tante amicizie avvilisce in una assurda e ridicola contabilità.
Non è colpa di nessuno, o magari di tutti, è solo la constatazione data dalla mia esperienza.
Si, è vero, qualche fiore può nascere come un "croco in mezzo ad un polveroso prato".
E questo mi conforta e mi basta.
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31 Maggio 1991
Si può inventarsi un blog, mai esistito, che risale a 12 anni prima? Diciamo un PerPietro ante litteram? La risposta è ovviamente affermativa. Dai meandri dei miei archivi ecco cosa avrei scritto in un mio improbabile blog il 31 Maggio 1991.

E' da qualche giorno che vivo una condizione di depressione che non so bene a cosa addebitare, perché non c'è una causa unica lineare e ben distinta dalle altre, ma un insieme una bagarre di concause il cui intrecciarsi mi impedisce di vedervi chiaro.
Oggi compio 27 anni e non riesco a vedere un solo motivo per festeggiare, eppure continuo a dire, almeno lo facevo fino a qualche tempo fa , che la festa a cui tengo principalmente è il compleanno.
Non riesco a festeggiare proprio per nulla. Che cosa dovrei festeggiare il fallimento degli studi in ingegneria? Le tre materia date fino ad ora a Geologia? Il rapporto con xxxxx alquanto deteriorato e "appuntato con gli spilli"? O dovrei festeggiare il mio lavoro al Sindacato Ricerca? Dopo due anni ancora non si vede una via di uscita a quelle 350.000 lire al mese ed a un incarico, umile e forse umiliante. Non perché sia umiliante occuparsi del sindacato ma perché è umiliante vendere in qualche modo fette della propria libertà individuale per poche lire.
Tutto il mio presente è rivolto al futuro, ogni mio gesto, ogni mia azione è valutata vagliata pesata in relazione al futuro. E questo mi pesa, mi pesa enormemente, vorrei reagire ma non ne ho la forza, non ne ho il coraggio. La forza di impormi delle scelte e il coraggio di fare soffrire gli altri per le mie scelte. Sono prigioniero delle mia moralità. Non mi sento spento, anzi, quando non attraverso questi periodi ho voglia di fare, parlare, discutere, studiare, amare. Sono vivo e felice di esserlo, vorrei solo vivere meglio avere un lavoro, una casa mia. Al momento ciò mi è negato.
Mia madre compie oggi 50 anni. Non so come lei stia affrontando questo "evento" apparentemente bene, l'apparenza però significa poco. Vorrei aiutarla ma preso dai miei problemi rifiuto tutto il resto aggiungendo ai miei difetti anche l'egoismo. E così mi avvio ai 28 anni, con una tristezza di fondo che non mi abbandona.

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La nuova casa di Mariemarion!

Auguri a Bea e alla sua nuova casa virtuale: www.mariemarion.com
possa avere vita lunga e prosperosa... tanti figli nipoti e molto molto di più! Da PerPietro con affetto.

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Quando faccio l'amore...
Quando faccio l'amore con mia moglie l'universo cambia colore,odore e sapore mi sento parte del tutto e tutto fa parte di me.
Quando faccio l'amore con mia moglie sento l'eccitazione dei miei cromosomi e il loro atavico desiderio di perpetuarsi nel tempo di avo in avo, sempre.
Quando faccio l'amore con mia moglie penso al figlio che lei mi nega. E gli parlo e lui mi risponde. Nell'estasi lo vedo lo accarezzo e lo consolo.
"Dario non so se nascerai, ma sei lo stesso nel mio cuore".
Poi quando l'estasi passa, i sensi si calmano e la realtà riaffluisce nei nostri mi accosto a lei. Le accarezzo il grembo e spero. Qualche volta prego.

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Tra le braccia di Morfea
Mia moglie è partita domenica scorsa con nostra figlia per stare una settimana con i suoi. Il giorno dopo nel tardo pomeriggio ricevo una telefonata. E' una ragazza, ci conosciamo da qualche mese, voce molto dolce occhi verdi, capelli biondi.
- Pietro ci vediamo più tardi?
- A casa mia o a casa tua?
- Vieni da me...
- Dammi il tempo di farmi una doccia
- Non l'hai ancora fatta?
- Vedi che io non sono impiegato statale!
- Senti Pietro... Ti posso chiedere una cosa?
- Dimmi...
- Porteresti "L'ultimo tango a Parigi"?
- Ma l'avremo visto quaranta volte...
- Sai quella scena del burro mi stuzzica sempre.
- Sei una porcona...
- Dai fai presto.
- Beh se mi lasci chiudere la telefonata faccio in un lampo.
- Ti aspetto... Pietrone.

Il resto non ve lo racconto, perché sono affari miei.
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Gli scappa la guerra
Al nuovo Papa dell'Epoca del'Impero Globale Americano (Bush) gli scappa la guerra. Deve liberare gli americani dalla paura, gli iracheni dal dittatore, il petrolio dagli arabi.
Non può più aspettare, deve pigiare il tasto "WAR". Prima che una cosa nascosta e negletta chiamata coscienza possa risvegliandosi sputargli in faccia.
W L' America. Abbasso Bush!
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Buoni propositi...
All'Uomo nel Quadro chiedo: se dopo che ho fatto visita a mio nonno, fatto un paio d'ore di volontariato, giocato con mia figlia, fatto l'amore con mia moglie (o la mia amante), sento al TG 1-2-3-4-5-6-7 che Bush sta per attaccare l'Iraq, che faccio? Ricomincio a pensare a tutto quello che "dovrei" ancora fare?
Ma dai! 

Via alla polemica! (Commenti.. in chiaro)

Da L'Uomo nel Quadro. Sì certo, dovresti tornare a pensare a tutto quello che ancora devi fare. Perché non è sicuramente esponendo la bandiera della pace, o gridando molto forte NO alla guerra che come d'incanto il mondo diventerà un posto migliore in cui vivere. Credo che a volte sia solo un alibi, andare per manifestazioni ad esempio. Ci fa sentire tutti molto compressi nei nostri ruoli e per un po' ci sentiamo anche bravi cristiani. Ed allora sì, vado in manifestazione, e intanto non ringrazio i miei, non dedico più tempo a mio nonno ecc.. ma ho comunque tacitato la mia coscienza. Ecco, questo mio atteggiamento mi fa schifo. Ma attenzione fa schifo a me, sono io a farmi schifo. Tu Pietro continua a manifestare. Liberissimo di fare quello che vuoi, ci mancherebbe.

Da Pietro B. Allora noi gente comune dobbiamo rassegnarci a non contare mai niente! Certo devo mettermi a posto con il mio vicino, i miei parenti e i miei amici. Fatto questo accudito il mio prossimo prossimo resta da pensare al mio prossimo remoto. Forse più idealizzato ma non per questo meno importante. O dobbiamo lasciare che i potenti giochino a risiko sulle nostre teste? Non capisco proprio la tua posizione su questo punto.

Da L'Uomo nel Quadro. Allora Pietro, mi riesce sempre difficile pisciare commenti su blog altrui. Ma visto che mi chiami in causa...forumizziamo pure questi commenti. Ti sto per svelare un segreto quindi tieniti forte. "Noi non contiamo un cazzo". Ecco l'ho detto, mi dispiace ma è così. Non contiamo nulla, il nulla parmenideo hai presente? Mi parli di guerre di manifestazioni, di bandiere della pace come se fosse un dovere, come se fosse l'unica strada o comunque come se fosse scandaloso pensare male di una cazzo di bandiera che ormai più di moda di così non c'è ne'. Le tue posizioni a volte mi sembrano naif, ma sono certo che tu sia in buona fede e che creda veramente in quello che dici. Detto questo noi continuiamo e continueremo a non contare un cazzo. Anche se pensi che sia giusto scandalizzarsi per una guerra sbagliata, sì anche io sono contro questa guerra, anzi sono contro tutte le guerre e contro la fame nel mondo ecc...ma continueremo a non contare un cazzo. Voglio dire, tu hai 100miliardi di dollari da investire? Perché è l'esatto importo che investirà la Exxon Mobil Corporation nel petrolio irakeno. Sai meglio di me, ma te lo ricordo nel caso te lo fossi dimenticato che: francia russia e cina la guerra in iraq non la vogliono non perché siano una manica di stati pacifisti. Molto più semplicemente le loro compagnie petrolifere hanno stretto accordi con l'iraq. Cosa guarda caso non riuscita agli Stati uniti. Certo con una guerra tutto cambierebbe e come se cambierebbe! Ma perché tu credi ancora alla favola della guerra in afghanistan per la cattura di Bin laden? Sì certo è stata anche per quello, ma chiamiamola causa contingente. No perché ti ricordo che in Afghanistan è ripartito il progetto del gasdotto (capacità annua 15 milioni di metri cubi) sotto guida statunitense, progetto che era sfuggito di mano agli americani. Prontamente ripreso dopo breve conflitto "siamo tutti americani" nel rifugio di Bin laden. Ma lo sapevi che già ad ottobre Bush convocava un "summit sull'energia" a Huston, per ottenere il consenso di Mosca alla guerra? Al quale parteciparono alti funzionari americani, russi e i rappresentanti delle maggiori compagnie petrolifere. Come vedi, i negoziati, quelli veri, non si svolgono all'onu, ma al tavolo dell'industria petrolifera. Ahimè, le riserve petrolifere statunitensi hanno una durata stimata in appena 10 anni. NO dico ti rendi conto di cosa vuol dire? 10 anni! un cazzo praticamente, come ti ripeto un cazzo contiamo noi in tutti questi giochi di potere. Ma gli americani sanno fare bene i loro conti e tanto più sono bravi a farli il presidente Bush e il vicepresidente Cheney, che hanno lavorato fino a ieri nell'industria petrolifera e con la quale mantengono stretti legami. Quindi caro Pietro, tu continua ad immaginare di poter cambiare le cose con una manifestazione della pace, io m'affaccenderò dietro a mio nonno. Naturalmente spero che non vi sia guerra, ma anche se ci fosse non mi stupirei. Tanto più che l'automobile io continuo ad usarla non so tu. E mi serve, mi fa comodo ora e mi farà comodo anche domani. Complice anche io di questa guerra?

Da Pietro B. Ascolta Uomo Incorniciato il mio scoop: che non contiamo un fico secco lo so. Però mi devi far capire il tuo ragionamento perché qualcosa mi sfugge (da buon naif). Se io non conto nulla questo vuol dire che non ho il diritto di protestare? E allora tutte le lotte che si sono fatte in passato per la difesa dei diritti o per promuovere questi diritti cos'è sono stati inutili? Non ti capisco. Siccome io non conto nulla devo solo pensare ai cazzi miei. Spiegami la tua posizione, su questo punto. Sulle motivazioni di questa guerra o sulle motivazioni che portano Francia Russia e Cina ad opporvisi sfondi una porta aperta. Ho anche scritto che se Berlusconi riuscisse con le sue ridicole mediazioni a scongiurare la guerra W Berlusconi. Per l'automobile è evidente che la uso pure io, ma spero che un domani,  tutti i magnacci del petrolio permettendo, l'idrogeno possa risolvere questo problema. E sono convintissimo che sia la strada giusta e da percorrere (forse l'unica). 

Da Beatrice. GLI SCACCIACOSCIENZA... che non sei davvero TU, PietroBrogOrtre!
Però ce ne sono a milioni.
Io li vedevo passare a via Cavour, per chi non conosce Roma è l'anello di congiunzione di tutte le manifestazioni tra la Stazione Termini e il centro storico. Comunista d'assalto, io, all'epoca, una trentina d'anni fa. Ma ero costretta a lavorare io lì a via Cavour. E allora li guardavo dalla finestra i miei miti rivoluzionari che io non ero tra loro..
Poi, accadde che una mattina mi servivano le sigarette e corsi tutta felice dal tabaccaio sotto l'ufficio mentre passava... la MANIFESTAZIONE...
Le prime file agguerrite, con i loro begli striscioni, i pugni alzati e certi vocioni incazzati a cantar l'Internazionale.
Via via, alle loro spalle... il branco. Allora non è che capii subito che era branco. Mi faceva male vederli mangiucchiare panini e raccontarsi i cavoli loro come fossero a una gita scolastica. Così cominciai a scendere per strada ogni qualvolta passava una manifestazione. E cominciai a studiarli meglio, quei giovani "rivoluzionari" che continuavano a parlar di cavoli loro a mangiar panini e a farsi gli scherzi tra loro come fossero a scuola.
Laggiù in fondo i capi ancora vociavano gli inni della rivolta e già avevano superato l'incrocio con la via dei Fori Imperiali per rivolgere l'incazzatura verso piazza Venezia...
Quassù, a centinaia, continuavano a sembrare tutto tranne che operai incazzati. Studenti in gita scolastica, mi parevano, che mi fanno sempre un gran sorridere a vederli, se sono studenti in gita scolastica.
Cominciai a ricordare i racconti di mia madre circa le manifestazioni contro i governi Tambroni e Scelba, all'epoca in cui la famigerata Celere picchiava a sangue i manifestanti... No, mia madre era morta e con lei la vera incazzatura operaista. Quelli erano i "comunisti ricchi con l'Unità sotto il braccio e la donna di servizio a casa", nullafacenti di professione, rivoluzionari per noia, come lasciò scritto prima di morire.
Lei che al suo amico personale Togliatti rinfacciava sempre l'aver fermato "la Rivoluzione", il giorno dopo l'attentato, credo che morendo avesse già capito, trent'anni fa, ciò che capii osservando per anni i nuovi rivoluzionari, da quel marciapiedi di via Cavour, uno per uno, loro quella Rivoluzione nel sangue non ce l'avevano... E manco l'interesse di nessuno altro che di se stessi.
Scusate se entro nella vostra polemica, nc'entro un cavolo.
Ma a me mi viene da chiedermi perché NOI si sia ancora poverissimi e LORO, i manifestanti (oggi della Pace, siano tutti così pieni di telefonini e compiuter e insomma siamo il primo Paese in Europa che spende in HighTec, che nso manco come si scrive.
E mi viene da pensare a quei poveracci del Servizio Civile Nazionale, della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e insomma di tutti coloro che sono costretti a correre ad ogni quotidiana calamità annunciata... chi caxxxhio li ringrazia, chi sa che esistono, che se li ricorda più...
Però loro NON sono impegnati, perché magari hanno da recuperare la stanchezza dopo l'ennesimo cadavere putrefatto raccolto non so con quale stomaco.
Invece quelli che marciano a milioni, LORO sì che sono impegnati. Ho un nipote fotografo. Alla prossima manifestazione gli chiederò di andarmeli a cinematografare tutti. E poi vediamo se si trattava di impegno o di gita scolastica... a Roma, me coioni!
bea, tolgo il disturbo, scusate.

Da L'Uomo nel Quadro. Registro semplicemente determinate situazioni, se questa guerra non scoppierà non sarà di certo grazie alle manifestazioni (legittime). Le manifestazioni hanno il buon merito di ritardare i tempi, ma non certo di bloccare decisioni che verranno prese in base ad altri parametri. Il manifestare dell'opinione pubblica è cosa buona e giusta e più che lecita, ed a volte ha cambiato il corso della storia. Ma non è il caso di questa guerra.

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CONFESSIONE BOMBA!
A me Sanremo... PIACE!!!! Senza se e senza ma!
[Sirene della polizia.. no è un'autoambulanza... cosa vogliono.... mi portano via...aiutoooooo]

...
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Un medico che fuma
Adesso Beatrice mi "scliccherà". Ma questa notizia è succulenta.
A Trento una guardia medica di turno fumava in continuazione in presenza dei malati, uno di questi ha preso il cellulare ed ha telefonato ai carabinieri denunciando l'accaduto. Ovviamente al loro arrivo il dottore ha negato tutto ed ha accusato il paziente di volersi vendicare contro di lui per essersi rifiutato di firmare un certificato medico "di comodo".

A ben pensarci anche il mio medico fuma in ambulatorio. Una volta con una brutta bronchite stavo soffocando dentro quell'ambulatorio dove ero andato per farmi curare i bronchi.
A ben pensarci non sarebbe stato male chiamare i carabinieri...
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Sogni ad occhi aperti
Mi piacerebbe avere diecimila visitatori al giorno, migliaia di commenti, centinaia di e-mail.
Mi piacerebbe essere citato in tutti i blog, essere acclamato dalle folle del web.
Mi piacerebbe avere la bravura di Leonardo, il fervore di Mariemarion gli argomenti dell'Uomonelquadro. Mi piacerebbe avere le capacità tecniche di coloro che vanno a letto con PHP, MySql, Script CGI.
Mi piacerebbe che i giornali parlassero di me, del mio blog, di quello che scrivo.
Ecco il punto. Ma cosa scrivo?
Dalle dita non partono parole, la mente stanca dopo una giornata di lavoro, vaga nel vuoto. E quando non è stanca è vuota lo stesso. E in quel vuoto si consola.
Ho solo voglia di riposare adesso. Nulla più.
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Mi fate schifo!
Guardo la televisione. Hanno ammazzato un poliziotto.
Sono le Brigate Rosse, ancora loro. Vivono in un mondo distante, altro, altra realtà. La Rivoluzione Comunista andate predicando e intanto ammazzate la gente come cani. Non sapete nemmeno dove sta di casa il mondo che vorreste.
Sono disgustato, le immagini indugiano sul dolore di un padre, urla, si dimena. No, spengo.
Mi chiedo che uomini siate e quale sia la vostra rivoluzione. Mi fate schifo.

[Da l'Uomo nel Quadro]

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PerPietro
detto & ridetto
di Pietro B.


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