PerPietro - detto & ridetto





detto & ridetto

archivio - Febbraio 2003


Logo di BlogOltregiovedì, febbraio 27, 2003

No alla pena di morte! nessunotocchicaino
Quante volte abbiamo ascoltato la frase: ci vorrebbe la pena di morte! Presi dall'indignazione per un omicidio particolarmente efferato. Presi dalla logica della pena come vendetta. Ammazzateli! Ammazzateli! E' l'urlo che viene dalla piazza! A morte Caino! A morte Caino! E' il grido che vuole vendetta che urla e pretende il sangue per il sangue. NESSUNO TOCCHI CAINO è il grido di dolore e di rabbia che viene da chi è contro questa barbara legge del taglione. Per chi crede che la vita sia talmente sacra che nemmeno chi la calpesta e la toglie al suo prossimo è degno di perderla. Barbara è quella civiltà in cui un uomo può decidere sulla vita di un altro essere umano. Pressiamo affinché venga abolita la pena di morte laddove miete vittime, spesso innocenti.  Nessuno tocchi Caino!
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Logo di BlogOltremercoledì, febbraio 26, 2003

Per Pietro

Per Pietro vorrei poter riuscire a dire quello che ho dentro.
Per Pietro vorrei sputare in faccia a chi lo merita.
Per Pietro vorrei cantargliene quattro a quelli lì.
Per Pietro vorrei avere la libertà  di scrivere anche le stronzate e dire che sono frasi eterne.
Lo sto già  facendo? E si, se non me lo dicevi...
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Nuovo nome...vecchie intenzioni
PerPietro sostituisce WebOltre che sotituiva BlogoltreFlash che sostituiva...
Alla fine mi perdo anch'io. La cosa importante è che dopo, a computer spento, non chiami la Polizia per iniziare le mie ricerche.
Porca puttana che battuta!

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Logo di BlogOltremartedì, febbraio 25, 2003

Ci mancherà  l'Albertone
E' morto Alberto Sordi. Per i commenti rimando ai blog di due romane doc: Beatrice di Mariemarion e Pupa di Millevocidentro. Di certo l'Albertone nazionale mancherà  a tutti.
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Logo di BlogOltresabato, febbraio 22, 2003

Toccata e fuga
Chi mi affitta lo spazio su server per blogoltre.com mi da anche la possibilità  di avere delle statistiche molto particolareggiate ed approfondite sulle visite che ricevo per BlogOltre. Una di queste mi ha colpito e sconcertato. Ebbene, nel periodo 1-20 Febbraio l'80% di chi ha visitato il mio blog ha sostato per un tempo compreso tra 0-30 secondi. Mentre uno scarso 11% ha sostato per un tempo compreso fra 30secondi e due minuti. Quindi il 91% di chi legge BlogOltre lo fa per meno di due minuti. Che posso dire? O chiudo e mi butto sul giardinaggio o che dedico il mio blog a quel 9% di visitatori che sostano per più di due minuti. A loro va il mio incondizionato grazie (per i soldi aspettate a fine mese...).
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No alla guerra di Bush!
Questo è il titolo dell'ultimo "i quaderni di MicroMega", appena uscito in edicola, ricchissimo di articoli. Due di questi, quello scrito da Gino Strada e quello scritto da Michele Santoro li trovate in rispettivamente in noblogo e Blogoltre.
Alcuni degli altri contributi:
Sergio Cofferati - L'Europa della pace
Antonio Tabucchi - L'igiene del mondo
Oscar Luigi Scalfaro - La Costistuzione presa sul serio
Giulietto Chiesa - I pasdaran di Bush
Niccolò Ammaniti - La piscina più grande del mondo
Massimo Fini - Una guerra laida e vigliacca
Sergio staino - Le charme et le chic

In una parola: leggetelo.
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Logo di BlogOltregiovedì, febbraio 20, 2003

Le poste malate
Oggi mi è arrivata una lettera della Tim datata 19/11/2001. E non è uno scherzo. Visto che con la Tim la disdetta del mio vecchi abbonamento era già  un affare chiuso, non mi resta che incolpare le Poste. Modena disterà  da Crotone, cittadina da cui mi arriva la lettera, a occhio e croce 700 chilometri. Per fare questa strada la lettera ha impiegato 14 mesi quindi ha percorso 50 Km al mese, quindi circa 1,6 km al giorno ossia 66 metri all'ora. Secondo voi qual'è il mezzo di locomozione usato dalle Poste Italiane?
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Logo di BlogOltrelunedì, febbraio 17, 2003

La sanità  malata
Gli ultimi accertamenti della Guardia di Finanza hanno portato alla luce un malcostume fatto di comparaggio, false ricette, rette gonfiate per un danno all'erario di 200 milioni di euro. E un danno enorme all'immagine del sistema Italia, sempre più avvinghiato nei vortici degli scandali, delle truffe e del malaffare.
Non mi scandalizzo per quello che è successo. Chi ha solo un parente o conoscente medico sa che "certe" cose sono una prassi normale e consolidata. Le vacanze premio, i viaggi per i convegni in posti turisticamente attraenti. E definire il limite tra la "normalità " e il malaffare è difficile. Certo è che mentre si pensa a tagliare le prestazioni sanitarie fa molto, molto male pensare che c'è chi si arricchisce a scapito della nostra salute.
Che possano spendere quei soldi... a medicine!
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Logo di BlogOltresabato, febbraio 15, 2003

Grandiosa Manifestazione Per la Pace a Roma!
Contro la dittatura di Saddam Hussein e contro il concetto di Guerra Preventiva. Da oggi a furor di popolo si imponga ai governanti di cercare un'uscita diplomatica a questa crisi. Si combatta la dittatura con le armi della democrazia. Si salvi L'ONU dallo sfacelo, si salvi l'Unione Europea dalla dissoluzione. Si faccia ritornare la Nato nel suo ambito originale. E si faccia in modo che Saddam Hussein venga destituito! Forza Berlusconi, che oltre per l'ipotetico Ponte sullo Stretto potresti passare alla storia come colui che ha contribuito a evitare una sanguinosa guerra, ossia per aver costruito il Ponte della Pace!!!

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Logo di BlogOltrevenerdì, febbraio 14, 2003

La notizia
Grazie alla legge sul falso in bilancio
per il premier scatta la prescrizione
Fondi neri Fininvest:
Berlusconi prosciolto
L'inchiesta era partita con la scoperta del conto "All Iberian"
fonte di 10 miliardi di lire per l'ex segretario Psi Craxi.

Il commento
Sono troppo incazzato, adesso. Ne riparleremo nei prossimi giorni.

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Con gli stati Uniti la memoria ha le gambe corte
Così titola oggi "Sgarbi Quotidiani".
Gli aggrediti, e non in tempo di guerra, ma nei giorni di una operosa pace, sono oggi guardati come gli aggressori. La tragedia appare dimenticata e i mille volti del pacifismo guardano soltanto alle vittime future, al popolo iracheno, povero, isolato e oppresso dalla dittatura interna e dalla minaccia della guerra esterna. Gli americani hanno fatto l'errore di aspettare troppo tempo, di non collegare una giusta azione di repressione del terrorismo all'emozione del dolore e della morte in un crimine senza precedenti in tempo di pace. E si chiama guerra quella che sarebbe dovuta essere una giusta lota di liberazione.[...] Liberare gli iracheni da Saddam Hussein e far saltera una centrale del terrorismo internazionale sono forse da considerare atti di guerra?

E io chiedo a Vittorio Sgarbi: e volere il controllo delle riserve petrolifere mondiali, infischiarsene dell'ONU, intimidire chi si oppone alla propria politica può essere considerato un contributo ad una causa di libertà ? Da quanti anni Saddam è al governo del suo paese? Chi ha contribuito ad armarlo? Chi sono i Bush? Che intressi diretti hanno nel petrolio? Chiudo. In ogni caso la mia bandiera con scritto PACE sventola nel balcone di casa mia. Piaccia o non piaccia a Berlusconi e i suoi leccapiedi.

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No, alla guerra all'Iraq!





No, al dittatore Saddam Hussein!

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Puntuale come un orologio svizzero arriva la voce di Bin Laden. Ecco cosa avrebbe detto:

Un invito al popolo iracheno, affinché combatta fino in fondo il nemico americano: è questo il succo del messaggio registrato in solo audio, attribuito a Osama Bin Laden e diffuso stasera dall'emittente araba Al-Jazeera. Insomma, un appello a combattere e a sconfiggere "gli infedeli": "I nostri fratelli in Iraq faranno lo stesso che abbiamo fatto noi - dice la voce - le bombe intelligenti non avranno efficacia, perché hanno bisogno di bersagli. Ma se costruite trincee, non avranno bersagli. Usate la terra come protezione". Così "il diavolo sarà sopraffatto e sconfitto". E non basta. Il testo mandato in onda dalla televisione del Qatar, davanti a un'immagine fissa del leader di Al Qaeda, contiene anche un esplicito invito a compiere stragi kamikaze contro obiettivi statunitensi: "Sottolineiamo l'importanza degli attentati suicidi contro il nemico. Questi attentati hanno spaventato gli americani e gli israeliani come mai prima". Insomma, "tutto ciò che dovete fare è essere preparati e pronti a combattere per la Jihad". La registrazione prosegue con la citazione di una serie di versetti del Corano. Facendo poi riferimento alla "guerra psicologica" e alla "propaganda" il messaggio prosegue: "Stanno combattendo per tutti gli uomini di affari e per coloro che producono le armi, compresi coloro che sono alla Casa Bianca".
E dunque, "stiamo seguendo molto attentamente la preparazione della crociata per attaccare l'Iraq ed instaurare un regime che ha in Washington e Tel Aviv le basi", per scatenare "una guerra contro l'antica capitale dei musulmani e insediare un governo fantoccio". Ma la disfatta dell'asse Israele-Usa sarebbe vicina: "Ci libereremo dalla schiavitù dell'America. Libereremo la terra santa dell'Arabia Saudita". Segue un appello a tutti i paesi arabi a non sostenere la politica statunitense. Citando poi esplicitamente alcuni governi moderati, come Giordania, Marocco, Arabia Saudita, Nigeria, Bin Laden rivolge loro un preciso monito: "Tutti questi paesi devono stare attenti... Chiunque aiuta l'America, chiunque offre loro basi o aiuto amministrativo, o ogni altro tipo di sostegno o di appoggio, anche se solo a parole, per uccidere musulmani in Iraq, sappia che è un apostata". Da qui il suo invito ai "buoni musulmani", che devono "aiutare in ogni modo" a "rovesciare le leadership schiave dell'America": "Combattete questi despoti, vi ricordo che la vittoria viene solo da Dio".

(da la Repubblica).
Ovviamente Powell e Bush gongolano. Osama Bin Laden è il nemico perfetto. Che se non ci fosse, bisognerebbe inventarselo....

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Logo di BlogOltredomenica, febbraio 09, 2003

Il tutto è falso - Giorgio Gaber

Questo mondo
corre come un aeroplano
e mi appare
più sfumato e più lontano.
Per fermarlo
tiro un sasso controvento
ma è già qui che mi rimbalza
pochi metri accanto.

Questo è un mondo
che ti logora dentro
ma non vedo
come fare ad essere contro.
Non mi arrendo
ma per essere sincero
io non trovo proprio niente
che assomigli al vero.

Il tutto è falso
il falso è tutto.
Il tutto è falso
il falso è tutto.

E allora siamo un po’ preoccupati
per i nostri figli
ci spaventano i loro silenzi
i nostri sbagli.
L’importante è insegnare quei valori
che sembrano perduti
con il rischio di creare nuovi disperati.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Non a caso la nostra coscienza
ci sembra inadeguata
quest’assalto di tecnologia
ci ha sconvolto la vita.

Forse un uomo che allena la mente
sarebbe già pronto
ma a guardarlo di dentro
è rimasto all’ottocento.

Il tutto è falso
il falso è tutto

Io
che non riesco
più a giudicare
non so neanche che cosa dire
della mia solitudine.
Guardo
con il mio telecomando
e mi trovo in mezzo al mondo
e alla sua ambiguità.

C’è qualcuno che pensa
di affrontare qualsiasi male
con la forze innovatrice
di uno Stato Liberale.
Che il mercato risolva da solo tutte le miserie
e che le multinazionali siano necessarie.

Il tutto è falso
il falso è tutto

Ma noi siamo talmente toccati
da chi sta soffrendo
ci fa orrore la fame, la guerra
le ingiustizie del mondo.
Com’è bello occuparsi dei dolori
di tanta, tanta gente
dal momento che in fondo
non ce ne frega niente.

Il tutto è falso
il falso è tutto

Io
che non riesco più a ritrovare
qualche cosa per farmi uscire
dalla mia solitudine.
Cerco
di afferrare un po’ il presente
ma se tolgo ciò che è falso
non resta più niente.

Il tutto è falso
il falso è tutto

Il tutto è falso
il falso è tutto quello che si sente
quello che si dice
il falso è un’illusione che ci piace
il falso è quello che credono tutti
è il racconto mascherato dei fatti
il falso è misterioso
e assai più oscuro
se è mescolato
insieme a un po’ di vero
il falso è un trucco
un trucco stupendo
per non farci capire
questo nostro mondo
questo strano mondo
questo assurdo mondo
in cui tutto è falso
il falso è tutto.

Il tutto è falso
il falso è tutto

Il tutto è falso
il falso è tutto

Il tutto è falso
il falso è tutto, tutto, tutto.


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Logo di BlogOltresabato, febbraio 08, 2003

La situazione internazionale è l'evidenza migliore che il secolo trascorso con il suo fardello di ecatombi, olocausti, ordigni atomici, terrore, follie e due guerre sanguinossime con milioni e milioni di vittime civili, non ci hanno insegnato nulla, nulla ma proprio nulla. Ecco perché sono contrario a questa guerra all'Iraq e, almeno per questa volta, solidale con Marco Pannella.

Alle e ai Parlamentari della Repubblica
ed a quelli "italiani" del Parlamento europeo.

Care colleghe e cari colleghi,

vi prego di scusarmi se non "personalizzo" questa lettera, come avrei di gran lunga preferito.
Ma c'é da realizzare un "nuovo possibile", contro quel "probabile" che in troppi negli opposti fronti stanno già vivendo come ineluttabile. E il tempo e le energie sono già impari alla bisogna...
La "guerra" é prospettiva imminente puntuale e concreta. Una Alternativa ad essa quindi deve esserlo altrettanto; deve e ancora puo' esser concepita, costruita per imporsi. Ma occorre subito con-vincere, vincere insieme noi, insieme anche - se possibile - al nemico di ieri, di oggi ancora.
L'obiettivo, l'Alternativa alla guerra che abbiamo proposto é in una Amministrazione fiduciaria straordinaria deliberata dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU, una sorta di "governo provvisorio", per governare la transizione dell'Iraq verso un regime democratico, cioé in un paese dove i fondamentali diritti umani alla democrazia ed alla libertà degli individui possano esser esercitati pienamente, rimuovendo gli ostacoli violenti che impediscono alle leggi di essere effettivamente "vigenti"; non più negate, annientate, messe a morte.
Questo "Governo provvisorio" dovrebbe esser guidato e in buona parte composto da Statisti democratici di grande rilievo, disponendo di un adeguato e delle risorse finanziare ed umane convertite dalle immense spese di guerra a tal fine già disponibili.

L'Alternativa, dunque, alla guerra altrimenti certa, comporta l'abbandono del potere e l'esilio garantito, protetto nella sua fase iniziale, da parte di Saddam. Se l'Alternativa che con il Partito Radicale Transnazionale, con Emma Bonino, con la nostra tradizione neogandhiana e nonviolenta, "occidentale", abbiamo proposto e qui evocata, fosse questa, perchè mai potrebbe essere rifiutata dall'Iraq, dal Medio Oriente, dalla comunità dei paesi democratici, dall'ONU, forse da Saddam stesso? Perché mai potrebbe esser rifiutata? Per preferire la fine dello stesso Saddam e di almeno decine di migliaia di altre persone, preferendo "la guerra"?

Potremmo sin d'ora, se necessario, iniziare un percorso che porti il Consiglio, la Commissione e il Parlamento dell'U.E. ad investire il Consiglio di Sicurezza di deliberare il sostegno e l'assunzione di responsabilità che auspichiamo. Su questa base non vi sarebbe - credo - alcun dubbio del costituirsi immediata dell'unità europea e di quanti altri oggi, possentemente, fanno della non-guerra, dello statu quo denominato "pace", un imperativo categorico, assoluto.
Non si tratta di utopia. Al contrario si tratta di una articolata e complessa, ma chiarissima, unione "laica", politica delle forze; non ideologica o totalizzante, per passare da una disperata rivolta contro un flagello già in corso e sul punto di aggravarsi irreparabilmente ad una grande opera di governo delle circostanze e di costruzione di democrazia, di diritto, di diritti, di libertà. Nello slogan e nella realtà di "IRAQ Libero", e di vita libera, cioé non più povera, per la società irakena. E non solo.

Colleghe e colleghi,

è necessario, urgente, da subito, verificare chi e quanti siamo su questa speranza con determinazione. Vi prego davvero di farci conoscere la vostra posizione ora, subito. Mentre vi scrivo 140 di voi, 75 di centro-destra e 65 di centro-sinistra, hanno già sottoscritto, fatta propria questa proposta, questo progetto.

Grazie, un cordiale saluto

Marco Pannella

P.S.
Come potete constatare dalle informazioni che in tempo reale compaiono sul sito www.radicalparty.org , sostengono la campagna nuclei operanti in 85 paesi, prevediamo che oltrepasseranno i 100 di slancio tra poco.
Le adesioni sono numericamente e qualitativamente di vaglia. Quanto a quelle italiane, vi prego di analizzarle: una virtuale unità laica, non ideologica, di tutte le forze della nostra società e della politica è scandalosamente possibile, doverosamente perseguibile e realizzabile. Torno a pregarvi di rispondermi non appena vi sia possibile al seguente indirizzo e-mail: m.pannella@agora.it

Via di Torre Argentina, 76
00186 Roma
Telefono: 06-689791
Fax: 06-68805396

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MARINA BERLUSCONI FOR PRESIDENT
I dati: 4700 dipendenti, fatturato 2001 di 1.5 miliardi di euro, 2500 nuovi titoli pubblicati nel 2002, 50 testate periodiche in edicola. Di chi parliamo? Ma della Mondadori è ovvio. Come è ovvio che adesso alla presidenza ci sia fresca di "nomina" Marina Berlusconi primogenita del presidente del consiglio. Qualcosa di strano? No, per me no. Per la democrazia, forse. Auguri... Italia!

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A quanto pare Mariemarion è salita all'onore delle cronache "stampate". Un esauriente resoconto, con replica e controreplica lo trovate nel blog della (per fortuna) rediviva Giorgia(Mu). E mentre ci sono, auguri a Pupa!

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L'avessimo fatto apposta non ci saremmo riusciti: Mentre io su BlogOltre inizio il mio viaggio nella storia di Mani Pulite in 999 puntate. Lei, Mariemarion ci parla del fantomatico golpe bianco dell'ex-piccì. Evidentemente anche se da sponde opposte abbiamo una "corresponsione di amorosi sensi". Però la storia di Mani Pulite non è quella che ci racconta Beatrice. Lei confonde causa ed effetto, è vero che il PDS andò al governo grazie al terremoto provocato da quell'inchiesta ma non fu certo il PDS a farla. O dobbiamo credere alla favole dei giudici comunisti? In ogni caso la sua posizione sarà riportata nella mia "inchiesta", anzi la invito nel corso delle 999 puntate a fare da contraddittorio alle cose che andrò dicendo ai documenti che citerò di volta in volta. Poi ognuno si farà la propria convinzione.

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Logo di BlogOltredomenica, febbraio 02, 2003

Succulenta la polemica tra la nostra TV e Tobias Jones. BlogOltreFlash ve ne ha proposto già due puntate. La prima con il suo articolo, la seconda con la sua prima risposta a caldo. Adesso vi riportiamo la terza con una sua più articolata argomentazione.

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Da una segnalazione di Camillo eccovi una "antiamericana di sinistra" favorevole alla guerra. Dal Guardian:


Why we should go to war

Julie Burchill - Saturday February 1, 2003 - The Guardian

In the mode of Basil Fawlty, I've tried not to mention the war. I know that Guardian readers are massively opposed to any action against Saddam Hussein, as are 90% of the people I love and respect both personally and professionally. But I am in favour of war against Iraq - or, rather, I am in favour of a smaller war now rather than a far worse war later. I speak as someone who was born and raised to be anti-American; I know that, even in my lifetime, America has behaved monstrously in Latin America, Indo-China and its own southern states. I was against the US because, whenever people sought autonomy, freedom and justice, it was against them. But that narrative is ended now and a new configuration has emerged.
The new enemies of America, and of the west in general, believe that these countries promote too much autonomy, freedom and justice. They are the opposite of socialism even more than they are the opposite of capitalism. They are against light, love, life - and to attempt to pass them the baton of enlightenment borne by the likes of Mandela and Guevara is woefully to misunderstand the nature and desires of what Christopher Hitchens (a life-long man of the left) described as "Islamo-fascism".

When you look back at the common sense and progressiveness of arguments against American intervention in Vietnam, Chile and the like, you can't help but be struck by the sheer befuddled babyishness of the pro-Saddam apologists:

1) "It's all about oil!" Like hyperactive brats who get hold of one phrase and repeat it endlessly, this naive and prissy mantra is enough to drive to the point of madness any person who actually attempts to think beyond the clichés. Like "Whatever!" it is one of the few ways in which the dull-minded think they can have the last word in any argument. So what if it is about oil, in part? Are you prepared to give up your car and central heating and go back to the Dark Ages? If not, don't be such a hypocrite. The fact is that this war is about freedom, justice - and oil. It's called multitasking. Get used to it!

2) "But we sold him the weapons!" An incredible excuse for not fighting, this one - almost surreal in its logic. If the west sold him the weapons that helped make him the monstrous power that he is, responsible for the murder of tens of thousands of Iranians, Kurds, Kuwaitis and Iraqis, then surely it is our responsibility to redress our greed and ignorance by doing the lion's share in getting rid of him.

3) "America's always interfering in other countries!" And when it's not, it is derided as selfish and isolationist. Damned if you do, damned if you don't.

4) "Saddam Hussein may have killed hundreds of thousands of his own people - but he hasn't done anything to us! We shouldn't invade any country unless it attacks us!" I love this one, it's so mind-bogglingly selfish - and it's always wheeled out by people who call themselves "internationalists", too. These were the people who thought that a population living in terror under the Taliban was preferable to a bit of liberating foreign fire power, even fighting side by side with an Afghani resistance. On this principle, if we'd known about Hitler gassing the Jews all through the 1930s, we still shouldn't have invaded Germany; the Jews were, after all, German citizens and not our business. If you really think it's better for more people to die over decades under a tyrannical regime than for fewer people to die during a brief attack by an outside power, you're really weird and nationalistic and not any sort of socialist that I recognise. And that's where you link up with all those nasty rightwing columnists who are so opposed to fighting Iraq; they, too, believe that the lives of a thousand coloured chappies aren't worth the death of one British soldier. Military inaction, unless in the defence of one's own country, is the most extreme form of narcissism and nationalism; people who preach it are the exact opposite of the International Brigade, and that's so not a good look.

5) "Ooo, your friends smell!" Well, so do yours. We may be saddled with Bush and Blair, but you've got Prince Charles (a big friend of the Islamic world, probably because of its large number of feudal kingdoms and hardline attitude to uppity women), the Catholic church (taking a brief break from buggering babies to condemn any western attack as "morally unacceptable") and posturing pansies such as Sean Penn, Sheryl Crow and Damon Albarn.

Oh, and we've also got Condoleezza Rice, the coolest, cleverest, most powerful black woman since Cleopatra, and you've got the Mothers' Union, with their risible prayer for Iraq's people, a prime piece of prissy, pacifist twaddle that even Hallmark "Forever Friends" would reject as not intellectually or aesthetically rigorous enough.

So, all in all, and at the risk of being extremely babyish myself, I'd go so far as to say that my argument's bigger than yours. Of course, you think the same about your side. And we won't change our minds. Ever. So let's do each other a favour and agree not to rattle each other's cages (playpens?) until the whole thing's over. Free speech and diversity - let's enjoy it! Even though our brothers and sisters, the suffering, tortured slaves of Saddam, can't. Yet. Still, soon.

Per chi non sa leggere l'Inglese, pazienza. La signora Julie Burchill non dice cose importanti.

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Logo di BlogOltresabato, febbraio 01, 2003

Ci sono forme di silenzio molto diverse tra loro. Nel nuovo numero di Diario, ne trovate di due tipi distinti. Enrico Deaglio fa l'elogio del fordismo e della grande dimostrazione di stile che la classe operaia ha dato ai funerali di Gianni Agnelli. Centomila persone in fila, in silenzio, sulle rampe del Lingotto sono centomila mani da stringere e strette, nello stupore di tutti. Al funerale del padrone, Torino si è messa in fila per affermare la dignità della propria storia.
L'inchiesta vecchio stile di Gianni Barbacetto è dedicata ai guai giudiziari del premier. Ricostruisce il pronunciamento della Corte di Cassazione sui processi milanesi che vedono coinvolti Cesare Previti e Silvio Berlusconi. Gli scenari che si aprono e le conseguenze possibili. Ma il silenzio è un altro: quello sulle motivazioni della sentenza di Caltanissetta sul processo per la strage di via D'Amelio. In Italia nessun giornale, nessuna televisione, nessuna radio le ha riprese. Raccontano che il magistrato fu ucciso da Totò Riina per aver rilasciato un'intervista al giornalista francese Calvi. Quella in cui parla di Vittorio Mangano e di Marcello Dell'Utri. I guai giudiziari per Silvio Berlusconi arrivano, insomma, da due fronti: dal nord e dal sud.

Beh, che ci volete fare ognuno ha le sue fissazioni. Diario per me è un appuntamento irrinunciabile del sabato (quando arriva), e vorrei che lo diventasse anche per voi. Merita.

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