giovedì, gennaio 30, 2003
Critica a Leonardo.
Ho ricevuto una e-mail in cui mi si contestava, con toni poco garbati, di stare per prendere una seconda laurea e questa volta in filologia del pensiero di Leonardo.
E recriminava sulla assoluta mancanza di obiettività critica quando cito o parlo di leonardo. Al mio amico che chiamerò per non fargli troppa pubblicità, Marco, voglio dire che in effetti mi ha fatto sentire in colpa.
Mi sono accorto del blog Leonardo questa estate e a ottobre ho scritto un intervento su di lui pieno di complimenti. Poi mi sono limitato di volta in volta a riportare integralmente e senza commenti alcuni articoli di Leonardo che mi piacevano. Questa è la maniera di BlogOltre, riportare articoli, capitoli di libri, introduzioni che mi piacciono. Con Leonardo sono stato poco critico non perché la penso come lui su tutto bensì perché ho valutato non importanti le critiche di fronte ai complimenti sinceri che mi sono sentito di rivolgergli.
Adesso però spinto da Marco una critica la devo fare o meglio un distinguo.Leonardo in uno dei sui ultimi interventi dice in sintesi che non si può essere contro la guerra e contro Saddam contemporaneamente. Una posizione francamente molto poco illuminata. Caro Leonardo, questa guerra contro l'Iraq ha alla sua base una certezza non dimostrata ma sbandierata ai quattro media (tv, giornali, internet, radio) che Saddam Hussein sarebbe in grado con le sue armi di costituire un serio pericolo per le democrazie occidentali. E che Saddam Hussein ha appoggiato Osama Bin Laden. Quindi se io sono contro la guerra all'Iraq sono contro un pericoloso concetto di guerra preventiva. Non sto dicendo che sarei stato contemporaneamente contro la guerra alla Germania nazista e contro Hitler. Dico, ragiono, che la guerra all'Iraq è una guerra per il petrolio e non per la libertà di un popolo o per defenestrare un tiranno. Agli USA del popolo iracheno e del tiranno Saddam non importa proprio nulla. Sarà, in quest'ottica, possibile essere contro Saddam Hussein e contro la guerra? O dobbiamo volgere la testa dall'altra parte perché così ci fa più comodo? Con Stima.
COMMENTI IN CHIARO
Il mio problema (però è soltanto mio) è che mi trovo a disagio sia a chiedere una guerra contro Saddam, sia a chiedere che sia lasciato lì dov'è. Non perché minacci l'occidente, ma perché è una disgrazia per il suo popolo e per il Medio Oriente.
Allora, nel momento in cui decido di essere pro o contro la guerra, so che porto con me questo disagio.
Quello che critico (ma forse è una critica troppo sottile) è il chiedere tutto: la pace e la buonuscita di Saddam. Se decido di manifestare, devo scegliere una delle due opzioni. Secondo me.
Ah, a proposito: temo che dovrò abbatterti, Pietro, ormai sai troppe cose di me.
leo
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
Se non è uno scherzo, e a questo punto sembra non esserlo, non è una bella notizia. Un altro blog che chiude. E questa volta è veramente assurdo. Prima MadameDefarge, ora Giorgia(Mu). In entrambi i casi non una spiegazione, un cenno qualcosa per farci capire. Solo curiosità morbosa? Può darsi. La realtà è però che ancora una volta una voce si spegne e non si capisce il perché. Arrivederci Giorgia!A causa di circostanze personali che non mi va di stare qui a spiegare,
mi vedo costretta a chiudere tutti i miei blog,
compreso il photoblog e il blog in inglese.
E' stato bello fare la vostra conoscenza.
Un abbraccio a tutti quelli che son passati di qui.
Ciao. *giorgia*
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
mercoledì, gennaio 29, 2003
Berlusconi al TG2 (e probabilmente anche sulle altre reti) in un comunicato dalla sua Villa di Arcore ci dice che nessuno, proprio nessuno lo schioderà dalla sua poltrona fino alla fine del suo mandato. Tanto meno giudici comunisti e giustizialisti e troppo poco affaristi. Il problema è: e se il mandato fosse di provenienza ultraterrena?
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
Che gioia ieri sera quando al Gr1 delle 19 ho sentito che la Cassazione aveva respinto il ricorso dei legali di Berlusconi-Previti. Forse non tutto è perduto. Forse c'è ancora una flebile speranza per la giustizia in Italia. Io intanto nella foga mi son fatto male al braccio destro nel fare il classico gesto del "tiè". Tiè, tiè, tiè. Non sempre i (pre)potenti vincono. Almeno per ora.
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
lunedì, gennaio 27, 2003
ANNUNCIAZIONE! ANNUNCIAZIONE! Parla La loggia, ma non la P2! Lui proprio lui Enrico La loggia Ministro Degli Affari (Suoi) Regionali (e Nazionali e Mondiali):Bene ho una proposta, visto "le carenze infrastrutturali" tra Messina e Palermo il ponte non si può prolungare fino al capoluogo regionale?Palermo, 27 gen. - (Adnkronos) - ''Il ponte sullo Stretto di Messina non sara' una cattedrale nel deserto''. Lo ha assicurato oggi il ministro per gli Affari regionali, Enrico La Loggia, a margine dell'incontro avuto con le categorie professionali della Sicilia per parlare della Legge Finanziaria. ''In Sicilia - ha aggiunto La Loggia - c'e' un ritardo infrastrutturale evidente, dovuto proprio alle lentezze accumulate nei decenni''. ''Mi riferisco, ad esempio - ha detto - ai ritardi nella realizzazione di porti, aeroporti, o strade. Ma saranno tutti interventi previsti nel programma delle opere pubbliche''.
(Ter/Zn/Adnkronos)
27-GEN-0313:01
In realtà il ponte La Loggia lo dovrebbe fare tra le connessioni delle sue sinapsi! Ca a schifiu finisci!!!
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
domenica, gennaio 26, 2003
A quanto pare anche in Pakistan conoscono Berlusconi. Lo dimostra questa e-mail inviatami dal famoso (?) Jo-ana D'Balcazar, dal titolo "MEDIACRACY," BERLUSCONI'S POLITICAL INVENTION.
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
Ecco quale è forse stata la causa dei problemi al server che ospita blogoltre.net...Io intanto avevo già cambiato server e dominio...WASHINGTON - Era l'alba in Italia quando il traffico mondiale su Internet è rallentato. In modo consistente. Poco a poco si è fatta più lenta l'apertura delle pagine Web e più faticoso l'invio della posta elettronica. Segnalazioni sono partite un po' ovunque fino a quando non è stato individuato il responsabile: un virus, che sfruttando la vulnerabilità di un popolare database della Microsoft, "SQL Server 2000", riesce ad attaccare i computer. L'attività del virus nella caccia dei computer vulnerabili sarebbe stata così intensa e aggressiva da provocare il rallentamento del traffico. Una piccola paralisi parziale di Internet, che gli esperti hanno paragonato a quella che si verificò nell'estate del 2001. Anche allora un virus aveva attaccato i sistemi. Fu battezzato "Code Red" e causò un vasto rallentamento delle attività del Web. "E' del tutto simile al virus del 2001", ha dichiarato Marc Maiffret, della eEye Digital Security, i cui ingegneri sono stati i primi a studiare gli attacchi dei virus a Internet. Nel luglio del 2001 l'attacco fu devastante. Il virus mise in ginocchio il sito della Casa Bianca e minacciò milioni di computer al mondo. Più che un virus si trattava di un "baco", un programma che è in grado di diffondersi da un computer all'altro senza aver bisogno di infettare prima i file, come fanno invece i virus. In una prima fase si annida nei computer e si diffonde, poi, come una bomba a orologeria, scatena la sua azione che consiste nel cancellare alcune pagine Web, rallentare i "server" e continuare la contaminazione. E quello di oggi, secondo un portavoce della Symantec Corp., compagnia specializzata in software antivirus, avrebbe già attaccato 22 mila sistemi in tutto il mondo. A seguirne l'evoluzione è il National Infrastructure Protection Center dell'Fbi. Limitati sono comunque i danni ai sistemi dell'amministrazione americana per via della giornata e dell'orario: sabato mattina, quando molti uffici sono chiusi. Ma l'allarme rimane alto. "E' un attacco significativo", ha dichiarato Ben Koshy di W3 International Media Ltd - il gran numero di attacchi consuma una banda così ampia che le operazioni normali non possono più avere luogo". "Continuiamo a ricevere segnalazioni dai nostri clienti", spiega Oliver Friedrichs, manager della Symantec Security Response. Il virus riesce ad operare grazie a una falla dal programma di Microsoft che permette agli hacker di prendere controllo dei databese delle compagnie. Una falla che la stessa Microsoft aveva riconosciuto offrendo gratuitamente agli utilizzatori di rimediare. Ma quanti lo hanno fatto? Un dato difficile da conoscere. (la repubblica - 25 gennaio 2003)
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
giovedì, gennaio 23, 2003
Scrivevo ieri della vergogna di un servizio del TG2 che prendeva di mira l'Unità. Nel sito del giornale la risposta del direttore, dei suoi redattori e della proprietà. Lallalero, lallalà il Tg2 figura di merda ci fa. Godetevelo.
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
mercoledì, gennaio 22, 2003
Questo scrive Mariemarion:Nse po'Leggila tutta...
A volesse ammazzà:
primo! te devi dafà ir bagno e lavatte i piedi.
Nquantoché... all'obitorio coi piedi neri...
nse pò.
Secondo! te devi da svotà l'intistino.
Nquantoché... a spussà ir creato d'aria mefitica
e financo de materia nnominabbile...
nse po'
Terzo! Devi da scrive MILLE lettere.
Nquantoché ié lo vòi di' a quarcuno
il perché te sei ammazzato?
Mille lettere...
troppa fatica.
Nse pò.
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
Il Tg2 ha raggiunto livelli di vergogna tali che è peggio del Tg4. Oggi nell'edizione delle 13,00 hanno trasmeso un servizio sugli assetti proprietari de l'Unità che dire vergognoso è solo un complimento. Ma che razza di pennivendoli patentati ci stanno in redazione? E dovevate sentire la chiosa finale, tutto uno sfottere il giornale "che non perde occasione per accusare Berlusconi". Vergogna, marchettari dell'informazione, meristereste di stare a TeleBagdad e sotto le bombe degli americani....
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
martedì, gennaio 21, 2003
Dalle pagine de l'Unità, si fronteggiano Emma Bonino e Vittorio Agnoletto sul tema Global-no-Global. Divertente!
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
lunedì, gennaio 20, 2003
Questo scrive Leonardo:Oggi e' un giorno particolare per me. Torno domani. Scusate.Che sarà successo? Speriamo bene.
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
domenica, gennaio 19, 2003
IL FILO DELL'ODIO
Una guerra. Come si fa a spiegare una guerra? Soprattutto, come si fa a spiegare la paura. A raccontare il dolore. Anche in questo momento si combatte, da qualche parte del mondo. Non c'e' un momento, nella storia dell'umanita', senza almeno una battaglia. Ci si veste di divise diverse, magari dello stesso colore, e si decide di essere nemici. Della guerra ricordo silenzi e fragori, tumulti e singulti. Ricordo, ad esempio, un cielo d'amianto a Vukovar. E quel pianto. E' stato difficile capire da dove venisse. Quel pianto non era serbo o croato, era semplicemente di un bambino. Sei mesi di assedio, un cumulo di macerie, cataste di cadaveri. "E chi li ha contati?" ci disse uno che chiamavano Lucky forse perche' era uno dei pochi sopravvissuti, lui serbo, moglie croata, famiglia simbolo della guerra fratricida. "Le differenze fra noi? Ce le siamo inventate. Parliamo la stessa lingua e diciamo che sono due lingue diverse. Cosi' abbiamo l'alibi di non capirci". I bambini di Vukovar su quei mesi di sangue hanno scritto due libri. Uno i bambini croati, l'altro i bambini serbi. I libri sono identici, le stesse storie di lacrime. La Jugoslavia inventata da Tito.
E in Kuwait. I kuwaitiani vittime degli iracheni. I palestinesi vittime dei kuwaitiani. I curdi vittime sia dei kuwaitiani che degli iracheni, abbandonati a Safwan nella terra di nessuno, rifiutati da tutti. Il Kuwait inventato dagli americani.
E in Nagorno Karabach. Azeri e armeni a discutere su un piccolo enclave in cui abitavano tranquillamente insieme. Nati nella stessa casa all'improvviso hanno deciso che quella casa era soltanto di uno dei due. Come si fa a dividere una casa in due? Il Nagorno Karabach inventato da Stalin.
C'e' sempre qualcuno che inventa un confine. A Sarajevo ancor oggi non esiste un muro fisico: ma ce ne sono tre segnati nella testa della gente (e sono i piu' difficili da abbattere). Per non parlare dell'Africa. E dell'Albania, dove una questione squisitamente economica si e' trasformata quasi in una guerra santa. In nome della democrazia: quale? Un popolo guerriero che ha sempre preferito parlare con le armi.
Le sirene nella notte, il tiro dei cecchini, passeggiare sulle mine, le armi chimiche. Tutti spettri infidi, invisibili.
La paura della guerra. Non sapere chi e' il nemico, dove sta, che divisa veste. Mille fronti, tutti contro tutti. E dove fare il cronista e' sempre piu' difficile perche' nel villaggio globale e' diventato protagonista. In tutti i fronti ho sentito dire che l'occhio di una telecamera vale almeno mille "stinger". Con quello puoi buttare giu' un aereo o far saltare un carro armato, con la televisione puoi vincere la guerra. E allora ti sparano addosso perche' fai "politica". In un solo anno, pensate, ci sono stati quarantatre' giornalisti uccisi o feriti in guerra in quattordici Paesi del mondo. Pensate a quante vittime ma pensate soprattutto a quanti Paesi senza pace.
Guerre sporche. Non ce n'e' una che non si leghi all'altra. Violenza che porta violenza. Un filo invisibile che lega crociati ad aviatori. Il filo dell'odio.
Pino Scaccia
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
Carlo Formenti mette il dito nella piagha dei miei incubi peggiori:A questo punto non sono il solo a pensare che la censura in rete non è solo un lontano rischio...Nell'intervista sostenevo che i blog saranno oggetto di operazioni di censura tanto più dure ed efficaci in quanto rivolte contro soggetti che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono persone comuni che non usufruiscono della protezione di lobby professionali o accademiche, di partiti politici, ecc. Mantellini replica che "non esiste un rischio specifico legato ai blog", in quanto il contenzioso (leggi il rischio di censura) "riguarda tutto il web e non è certo limitato ai blog".
Condivido l'ultima osservazione, dissento totalmente dalla prima. L'esplosione del blogging fa paura perché coincide con il fulmineo diffondersi d'uno strumento che favorisce una "presa di parola" democratica e di massa, che non coinvolge (solo) guru, opinionisti, giornalisti, professori, politici ecc. ma milioni di persone (per intenderci: sta al web degli ultimi anni, sempre più ingessato da interessi economici e politici, come i girotondi stanno alla sinistra ufficiale). E questo, in un momento in cui governi e corporation high tech, compiono il massimo sforzo per "purgare" la Rete di ogni potenziale conflittuale, significa che le energie saranno selettivamente rivolte contro il bersaglio grosso.
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
sabato, gennaio 18, 2003
Letto da Ocurréncia:Mi chiedo ma Bush dentro com'è?
BUSH BUFFONE - Dopo aver letto la bustina di Minerva di Umberto Eco "No, non è la polluzione. Sono le impurità dell'aria" ho fatto un salto sul sito segnalato nel testo, Bushism, che raccoglie tutte le più assurde e celebri frasi di Bush.
Il presidente Bush si rivela sempre più per quel che è: un arrogante, a volte un autentico buffone, spesso un idiota. Tutti ne parlano male, anche i suoi collaboratori. Leggendo le sue dichiarazioni viene da domandarsi come possa essere ancora a capo di un Paese così potente e prendersi la libertà di decidere della vita e della morte di milioni di persone, senza sapere nemmeno cosa significhi democrazia o senza conoscere le basi più elementari della grammatica inglese. Bush, ora è chiaro, non è capace di parlare. Probabilmente non riesce nemmeno a ripetere i brani che gli scrivono prima delle conferenze, perché non li capisce. Ieri sera ho meditato sul suo reale ruolo e mi sono chiesta: davvero Bush è consapevole di ciò che sta facendo o forse non è che una pedina di qualcosa di più grosso che lo manovra? Mannaggia a me, non sono ancora riuscita a leggere i saggi di Gore Vidal. È tutto troppo inquietante...
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
Leggete un po' quello che scrive Tobia Jones nel Financial Times a proposito del nostro panorama televisivo. Critiche pesanti agli show, ai telefilm datati, alle telepromozioni, Gad Lerner "il più intelligente", "Blob" un programma "geniale". Riporto poi per chi non conoscesse l'inglese anche l'articolo de la Repubblica che ne parla. (Updated 26/1) Ho aggiunto la risposta dell'autore dell'articolo alle critiche che gli sono piovute dall'Italia.
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
Qualcuno mi ruba il mestiere, altri mi vorrebbero morto da 79 giorni! Ma cosa gli avrò mai fatto a questi?!?
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
Così siamo alla fuffa. E io questo nastrino me l'appunto! Ecco cosa scrivono gli amici di TNT:
Il Tienneti è una cosa viva e in quanto tale è provvista di sensi, non capisce da dove arrivi ma sente una vocina lontana lontana auspicare, o paventare (eh, la vocina era lontana e non abbiamo capito) che finita la moda e impressionati dalle censure giuridiche o politiche i blog vengano in qualche modo ridimensionati e che venga eliminata la fuffa per premiare i weblog più utili, quelli di servizio, consolidandoli su livelli di alta professionalità.
Il Tienneti, si sa, vive di fuffa, è un fuffaFago e ne è orgoglioso.
Per questo ha deciso di fare un bel ribbon e di appuntarselo al petto.
Come tutte le iniziative del Tienneti anche l`orgoglio Fuffa e libera. Se anche tu come noi sei orgoglioso di far parte del Fuffa Network sentiti pure libero di prelevare il nostro ribbon e apuntartelo dove meglio preferisci.
Dunque, ora e per sempre W la FUFFA!
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
venerdì, gennaio 17, 2003
E-mail da Claudio:
"Si è perso il cane di Berlusconi, lauta mancia a chi lo ritrova"
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
giovedì, gennaio 16, 2003
Ecco cosa scrive Corrado, un blogger-parassita di Chiaramente, in risposta ad un mio commento:Email aperta per Pietro: uhm... diciamo che ultimamente scrivo solo per Chiara e per il mio sito. Stimolato dal tuo messaggio ho visitato il tuo blog e ho notato la nuova veste grafica che mi piace molto e me lo rende "vicino". La prima volta che entrai infatti ebbi l'impressione di di un ottimo blog ma forse un po' troppo "difficile" per me. Tantissimi contenuti interessanti, molto testo e mi sono sentito in imbarazzo. Vidi molti articoli sulla politica per la quale sento un forte rifiuto. Ho una idea abbastanza radicale su come dovrebbe essere per me la gestione della "massa" e della cosa pubblica. Non la enuncio per evitare di ritrovarmi domani mattina due persone vestite di nero accanto al mio letto che mi avvisano di essere in arresto (si vede che sto leggendo "Il processo" di Kafka) per eversione.Grazie Corrado per i complimenti, chissà un giorno potremo farci sta' mangiata!
Se un domani ci ritrovero difonte ad una pizza ed una birra allora *forse* (se non l'avrò cambiata) te la potrò rivelare. Il mangiare assieme è per me importante, pranzo e bevo solo con gli *amici*.
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
Ne "la Repubblica" di oggi un bellissimo articolo di John Le Carré dal titolo "Il mondo piegato all'ordine americano".L'america è entrata in uno dei suoi periodi di follia storica, ma questo è il peggiore che io ricordi: peggio del maccartismo, peggio della "Baia dei Porci" e, a lungo termine, potenzialmente più disatroso della guerra del Vietnam.".
Da leggere.
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments
Ho voluto aprire questo spazio perché, quando non ho molto tempo per "smanettare" sul mio blog (html interamente costruito da me) Blogger mi da una mano . A presto!
Pietro # Permalink ## forum # 0 comments

Così siamo alla 